Scuola e laicità a Catanzaro: polemica nazionale sulla mostra di Carlo Acutis

Catanzaro, 22 gennaio 2026 – Ha suscitato un acceso dibattito, anche oltre i confini regionali, l’iniziativa promossa dall’Istituto Comprensivo “Patari-Rodari-Pascoli-Aldisio” di Catanzaro, dove dal 19 al 23 gennaio è stata allestita una mostra su Carlo Acutis rivolta agli alunni della scuola dell’infanzia e primaria. L’evento, presentato dalla scuola come momento di riflessione su temi come solidarietà, uso consapevole della tecnologia e valori giovanili, ha però sollevato perplessità legate al principio di laicità dell’istruzione pubblica.

Carlo Acutis, giovane cattolico recentemente canonizzato e noto per l’attività di testimonianza della fede anche attraverso strumenti digitali, è figura intrinsecamente legata alla religione cattolica. Pur riconoscendo l’impatto culturale di alcune dimensioni della sua esperienza, critici dell’iniziativa sottolineano che la sua biografia e il messaggio condiviso dalla mostra hanno una connotazione confessionale non neutrale.

Il caso è stato oggetto di critiche da parte di associazioni per la laicità dello Stato, secondo le quali l’inserimento di contenuti di chiara matrice religiosa all’interno dell’orario scolastico pubblico rischia di violare il principio costituzionale di separazione tra istituzione scolastica e confessioni religiose. Tali osservazioni si inseriscono in un dibattito più ampio, già acceso in Italia in varie occasioni, su quale debba essere il confine tra attività educativa e promozione di contenuti religiosi in scuole statali.

Secondo i promotori dell’iniziativa, la mostra non avrebbe avuto finalità di catechesi, ma sarebbe stata presentata come un’opportunità di riflessione su valori universali come la solidarietà e l’uso della tecnologia con responsabilità. Tuttavia, la natura inevitabilmente legata alla fede cattolica della figura scelta ha spinto più voci a chiedere che attività di questo tipo, quando inserite nel percorso scolastico, vengano proposte con grande attenzione ai principi fondamentali stabiliti dalla Costituzione e dalle normative sulla laicità della scuola pubblica.

A tutela della libertà di coscienza degli studenti, la scuola ha previsto attività didattiche alternative per gli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica. Tuttavia, la circostanza che la visita alla mostra sia inserita nelle ore curriculari ha alimentato il dibattito tra chi ritiene la scelta condivisibile sotto il profilo educativo e chi la considera una forzatura in contrasto con il carattere laico dell’istruzione statale.

La questione riflette un tema di più ampia portata che torna periodicamente all’attenzione dell’opinione pubblica italiana: come conciliare iniziative di carattere culturale o valoriale nell’ambito della scuola pubblica con il rispetto rigoroso della laicità sancita dalla Costituzione.

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