Montalto Uffugo (Cosenza), 22 gennaio 2026 – Un’operazione antidroga dei Carabinieri ha portato all’arresto di un ventenne e al sequestro di circa mezzo chilo di sostanze stupefacenti tra cocaina, marijuana, hashish e una partita di shaboo, una metanfetamina sintetica considerata tra le più pericolose in circolazione.
L’intervento, condotto con appostamenti e indagini coordinate dalle Stazioni Carabinieri di Lattarico e Montalto Uffugo, ha portato al fermo del giovane, già noto alle forze dell’ordine. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, supportate da unità cinofile, i militari hanno rinvenuto sostanze di varia natura e materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi, come bilancini di precisione.
La “shaboo”: sostanza ad alto rischio
La shaboo rinvenuta nell’abitazione è una forma di metanfetamina cristallina che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine per la sua crescente diffusione e per gli effetti estremamente dannosi sul sistema nervoso centrale. La sostanza, che si presenta come cristalli trasparenti simili a granelli di sale, è nota per la sua rapida capacità di alterare percezione e comportamento, con conseguenze anche psicotiche per i consumatori.
Secondo gli investigatori, la presenza di shaboo nel territorio cosentino rappresenta un elemento di allarme: si tratterebbe di uno dei primi sequestri significativi di questa droga nella provincia di Cosenza, ampliando così le preoccupazioni su nuove forme di sostanze sintetiche che stanno facendo la loro comparsa anche in aree dove fino a poco tempo fa non erano state intercettate.
Misure cautelari e indagini in corso
Dopo l’arresto, il giovane è stato sottoposto a misura cautelare alternata al carcere, con domiciliari disposti dal giudice per le indagini preliminari in sede di convalida, su richiesta della Procura di Cosenza. Le autorità giudiziarie hanno ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza legati alla detenzione ai fini di spaccio.
Le indagini proseguono per accertare eventuali canali di rifornimento e collegamenti criminali più strutturati. L’ipotesi degli inquirenti è che la sostanza possa essere stata immessa nel mercato locale attraverso circuiti criminali non ancora completamente individuati, fatto che richiede un approfondimento investigativo più ampio.

