Addio a Domenico Martelli, cronista della verità e voce autentica della Calabria

Cosenza perde una delle sue penne più lucide, la Calabria una delle sue voci più autorevoli. La scomparsa di Domenico Martelli lascia un vuoto profondo nel mondo dell’informazione, ma anche nel cuore di chi crede ancora in un giornalismo libero, rigoroso e capace di raccontare la verità senza paura.

Aveva 56 anni. Un malore improvviso lo ha colto mentre era alla guida della sua auto lungo la costa vibonese, tra Vibo Marina e Pizzo. Una notizia che si è diffusa in pochi minuti, come un fulmine, lasciando sgomenti colleghi, amici e lettori.

Martelli non era soltanto un giornalista. Era un interprete della realtà. Uno di quelli che non si limitano a raccontare i fatti, ma li scavano, li analizzano, li collegano. Era, come si dice nel mestiere, un cronista vero.

La sua carriera affonda le radici nella carta stampata, palestra severa e nobile del giornalismo. Dopo le prime esperienze, aveva legato il suo nome al quotidiano La Provincia di Cosenza, di cui è stato direttore responsabile fino alla chiusura nel 2018. Sotto la sua guida, il giornale divenne un punto di riferimento per l’informazione locale, distinguendosi per editoriali incisivi e un’attenzione costante ai rapporti tra politica, economia e criminalità organizzata.

Negli ultimi anni era direttore de Il Fatto di Calabria, testata online che portava avanti con passione e rigore, mantenendo uno sguardo critico ma sempre equilibrato sulle dinamiche regionali. Collaborava anche con altre realtà informative, contribuendo al dibattito pubblico con analisi puntuali e mai banali.

Chi lo conosceva racconta di un uomo sorridente, disponibile, ma fermo nelle sue idee. Un professionista che non cercava scorciatoie, che non si piegava alle convenienze. Un giornalista che credeva ancora nel valore dell’indipendenza, quella vera, quella che costa fatica e spesso solitudine.

Apparteneva a una famiglia profondamente legata al giornalismo: la sorella Mara è giornalista Rai e vice caporedattore della TGR Calabria, mentre anche altri membri della famiglia hanno seguito lo stesso percorso professionale.

La sua morte non è solo una perdita per la categoria, ma per un intero territorio. Perché figure come Domenico Martelli erano – e restano – un presidio di democrazia. Senza il loro lavoro silenzioso, senza la loro ostinazione nel cercare la verità, molte storie resterebbero nell’ombra.

Oggi Cosenza si ferma, idealmente, davanti a questa notizia. Si ferma il mondo del giornalismo, ma si ferma anche una comunità che in lui riconosceva una voce credibile, una guida, un punto fermo.

E allora non resta che un saluto, semplice ma sincero da parte del nostro editore Sergio Giannino Del Giudice:

“Ciao Domenico.
Hai raccontato la Calabria con onestà.
Ora sarà la Calabria a raccontare di te.”

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