Restituiti 46 reperti archeologici: recuperato un patrimonio trafugato

Cosenza torna a riappropriarsi di una parte significativa della propria storia. Nella giornata del 15 aprile 2026, presso Palazzo Arnone, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno ufficialmente restituito 46 reperti archeologici di grande valore, risalenti alle epoche etrusca, magno-greca e romana.

L’operazione rappresenta il risultato conclusivo dell’indagine denominata “Achei”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone e condotta tra il 2017 e il 2018. L’inchiesta aveva portato alla luce un articolato sistema di traffico illecito di beni culturali, alimentato da gruppi di tombaroli attivi sul territorio e collegati a circuiti internazionali.

Tra i reperti restituiti spicca un prezioso rhyton a testa di cerva, già esposto in ambito europeo come simbolo dell’attività investigativa italiana. Parte dei beni era stata rintracciata all’estero e rimpatriata grazie alla collaborazione con autorità giudiziarie straniere.

La cerimonia ha assunto un forte valore simbolico: non solo il recupero materiale di oggetti d’arte, ma la restituzione di identità e memoria collettiva alla Calabria.

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