È avvolta nel mistero la morte di Cataldo De Luca, detenuto trovato senza vita nel carcere di Rossano.
La vicenda è particolarmente delicata perché De Luca, da pochi giorni, era stato raggiunto da un provvedimento cautelare con l’accusa di omicidio volontario. Secondo quanto riportato dalle fonti locali, era ritenuto dagli investigatori il presunto autore materiale dell’aggressione costata la vita ad Antonio Pugliese nel carcere di Catanzaro.
Il corpo è stato trovato all’interno della cella. Le cause del decesso non sono ancora chiare e proprio per questo è stata disposta l’autopsia, che dovrà fornire elementi decisivi.
Il caso accende nuovamente i riflettori sul sistema penitenziario calabrese, già segnato da tensioni, episodi violenti e condizioni spesso difficili. Ora la priorità è fare piena luce su quanto accaduto: capire se si sia trattato di un gesto volontario, di un malore o se esistano altri elementi da approfondire.
In una vicenda così complessa, servono prudenza, rigore e verità. Perché dentro un carcere, dove ogni movimento dovrebbe essere controllato, una morte improvvisa non può mai essere archiviata con leggerezza.

