C’è un modo di truffare che non si basa sulla forza, ma sulla psicologia. Sulla capacità di conquistare la fiducia di una persona nel giro di pochi secondi, sfruttando la sorpresa, la gentilezza apparente e un’abilità recitativa degna di un attore consumato. È proprio questo il copione che, da quanto emerso, starebbe mettendo in scena un uomo che si aggira per le strade di Cosenza a bordo di un SUV grigio, prendendo di mira soprattutto persone perbene e poco sospettose.
Il suo metodo è studiato nei minimi particolari. Si avvicina con estrema naturalezza, sorride, stringe la mano e si comporta come se avesse appena ritrovato un vecchio amico. Parla in maniera velocissima, alternando ricordi, riferimenti e frasi confidenziali che finiscono per disorientare l’interlocutore, inducendolo a pensare di aver semplicemente dimenticato un volto conosciuto.
Una volta conquistata la fiducia iniziale, cerca di convincere la vittima a salire sulla sua automobile con una scusa apparentemente innocua. A quel punto entra in scena la seconda parte del copione. Mostra orologi, gioielli o altri monili che sembrano di pregio, lasciandoli osservare soltanto per pochi istanti, quanto basta per dare l’impressione che si tratti di oggetti di valore senza consentire una reale verifica della loro qualità.
Subito dopo arriva la richiesta. Racconta di non poter portare con sé quella merce e di volerla regalare per celebrare il fortunato incontro. In cambio, però, domanda una somma di denaro, giustificandola con motivazioni che cambiano di volta in volta: il bisogno di fare carburante per affrontare un lungo viaggio, un’emergenza improvvisa, oppure storie dal forte impatto emotivo, come l’aiuto a un figlio con disabilità o altre vicende familiari capaci di fare leva sulla sensibilità delle persone.
Questa mattina il truffatore ha tentato di mettere in pratica lo stesso schema con il nostro editore, Sergio Giannino Del Giudice. Il piano, però, è fallito quasi subito. Del Giudice ha intuito immediatamente di trovarsi davanti a un raggiro, si è rifiutato di salire sull’autovettura e ha affrontato con decisione l’uomo, avvertendolo che avrebbe provveduto a denunciarlo alle forze dell’ordine.
A quel punto il sedicente benefattore non ha avuto altra scelta che interrompere la messinscena e allontanarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce prima che la situazione potesse evolversi ulteriormente.
L’episodio rappresenta un importante campanello d’allarme. Truffe di questo tipo fanno leva sull’effetto sorpresa, sulla pressione psicologica e sul desiderio di non apparire scortesi nei confronti di chi si presenta con modi cordiali. Bastano pochi minuti di distrazione per ritrovarsi coinvolti in situazioni spiacevoli e perdere denaro in cambio di oggetti privi di qualsiasi valore.
L’invito è quello di mantenere sempre alta l’attenzione. Diffidate di chi vi ferma per strada fingendo di conoscervi, evita di salire sull’auto di sconosciuti e non lasciatevi convincere da racconti costruiti per suscitare compassione o senso di colpa. Se doveste imbattervi in situazioni analoghe, allontanatevi immediatamente e segnalate l’accaduto alle forze dell’ordine, fornendo ogni dettaglio utile sull’auto e sulla persona coinvolta.
La prudenza, in questi casi, è il miglior antidoto contro chi cerca di trasformare la buona fede delle persone in un facile guadagno.

