Schiavonea, la notte dei disperati: baraccopoli in fiamme, quattro soccorsi e un uomo grave

SCHIAVONEA – Il fuoco è arrivato dove già la vita era ridotta all’essenziale. Baracche, ripari di fortuna, lamiere, cartoni, coperte, oggetti recuperati chissà dove e messi insieme per costruire una parvenza di casa. Poi, all’improvviso, le fiamme hanno divorato tutto.

A Schiavonea, nel territorio di Corigliano Rossano, la cronaca di oggi racconta una storia dura, di quelle che non possono essere archiviate come semplice fatto di giornata. Una baraccopoli è stata avvolta dalle fiamme e quattro stranieri senza fissa dimora sono stati soccorsi dalla Polizia. Uno di loro sarebbe rimasto in condizioni gravi.

L’intervento degli agenti ha evitato che il bilancio potesse assumere contorni ancora più drammatici. In pochi minuti, quella zona fragile e dimenticata si è trasformata in un teatro di paura. Le fiamme hanno aggredito i materiali poveri e altamente infiammabili con cui erano stati realizzati i ripari. Il fumo, il calore e la confusione hanno reso complicate le operazioni di soccorso.

Dietro questa vicenda non c’è soltanto un incendio. C’è il tema enorme dell’emarginazione, della povertà invisibile, delle persone che vivono ai margini dei centri abitati senza una vera protezione, senza servizi, senza una rete stabile di assistenza.

Schiavonea, come altre aree della Calabria, conosce bene il peso delle fragilità sociali legate alla presenza di lavoratori stranieri, stagionali, migranti, persone senza dimora, spesso costrette a vivere in condizioni precarie. Quando accade un episodio simile, il fuoco non brucia solo le baracche: illumina per qualche ora una realtà che troppo spesso resta nascosta.

Ora sarà necessario chiarire le cause dell’incendio e verificare se vi siano responsabilità o elementi accidentali. Ma, al di là dell’inchiesta, resta una domanda politica e sociale: quante altre situazioni simili esistono ancora sul territorio? E quanto tempo dovrà passare prima che l’emergenza abitativa e umana diventi una priorità concreta?

La Calabria non può permettersi di scoprire i suoi ultimi soltanto quando arriva una tragedia. Questa volta quattro vite sono state strappate alle fiamme. Una resta appesa alla speranza. Ma il vero incendio da spegnere è quello dell’indifferenza.

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