Rosarno, kiwi bruciati e paura nei campi: l’intimidazione che colpisce chi resiste

ROSARNO – In Calabria ci sono incendi che non distruggono soltanto coltivazioni. Distruggono lavoro, sacrifici, coraggio. Colpiscono la terra, ma il messaggio è rivolto alle persone. È quello che emerge dal grave episodio denunciato a Rosarno, dove sono state date alle fiamme coltivazioni di kiwi riconducibili all’imprenditrice agricola Patrizia Rodi Morabito.

Non sarebbe il primo episodio ai danni della stessa realtà produttiva. Ed è proprio questo elemento a rendere la vicenda ancora più inquietante. Quando un’azienda viene colpita più volte, quando il lavoro agricolo diventa bersaglio di danneggiamenti, furti, vandalismi o incendi, non si può parlare solo di “danno economico”. Si entra in un terreno più profondo: quello della pressione, della paura, del tentativo di fiaccare chi ha scelto di restare, produrre e denunciare.

Il fuoco ha aggredito i campi, cancellando in poco tempo mesi di lavoro. Dietro ogni pianta c’è investimento, cura quotidiana, manodopera, programmazione, attesa. Un raccolto non nasce per caso: nasce da una filiera fatta di persone, famiglie, aziende, mezzi, competenze. Bruciare un terreno significa colpire tutto questo.

La Piana di Gioia Tauro è una delle aree agricole più importanti della Calabria, ma è anche una terra dove il confine tra economia sana e intimidazione criminale continua a rappresentare una sfida decisiva. Ogni azienda che resiste, ogni imprenditore che denuncia, ogni lavoratore che sceglie la legalità diventa parte di una battaglia più grande.

La solidarietà arrivata dal mondo politico e agricolo è importante, ma non basta. Davanti a episodi simili servono risposte rapide, presenza istituzionale, controlli, tutela effettiva di chi produce in territori difficili. Perché la vera forza dello Stato non si misura soltanto dopo l’emergenza, ma nella capacità di impedire che chi lavora si senta solo.

La Calabria agricola è una delle immagini più vere e nobili della regione. È fatta di mani, fatica, stagioni, speranze. Quando qualcuno prova a incendiarla, non colpisce solo un’impresa: colpisce un’idea di futuro.

E quel futuro, oggi più che mai, va difeso.

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