L’ondata di calore che sta interessando la Calabria non rappresenta soltanto un problema meteorologico. Gli effetti delle alte temperature iniziano infatti a riflettersi anche sull’attività degli ospedali e dei servizi di emergenza.
Nei pronto soccorso della regione sono aumentati gli accessi di persone colpite da disidratazione, malori, abbassamenti di pressione e complicanze legate alle patologie croniche aggravate dal caldo intenso.
Particolarmente esposte risultano le persone anziane, i pazienti fragili, i cardiopatici e coloro che convivono con malattie oncologiche o respiratorie. Medici e operatori sanitari invitano la popolazione a bere frequentemente, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde e prestare attenzione ai primi sintomi di disidratazione.
Le amministrazioni comunali hanno attivato misure di prevenzione, mentre la Protezione Civile continua a monitorare l’evoluzione delle condizioni climatiche. A Cosenza, ad esempio, sono state riattivate le fontane cittadine come punti di ristoro e non si esclude il ricorso ad autobotti qualora dovessero verificarsi criticità nell’approvvigionamento idrico.
L’estate calabrese continua quindi a richiedere attenzione e senso di responsabilità. Le temperature elevate non devono essere sottovalutate, perché anche un semplice colpo di calore può trasformarsi in un’emergenza sanitaria se non affrontato tempestivamente.

