Dal San Raffaele all’Annunziata: il professor Stefano Fresilli sceglie Cosenza e rilancia la sfida della sanità calabrese

C’è una notizia che va ben oltre il valore di un semplice trasferimento professionale. È il segnale di una Calabria che prova ad attrarre talenti, a invertire la rotta e a costruire una sanità capace di guardare al futuro con maggiore fiducia.

Il professor Stefano Fresilli, anestesista e rianimatore con un curriculum di assoluto prestigio internazionale, ha deciso di lasciare il San Raffaele di Milano per intraprendere una nuova esperienza all’Università della Calabria e all’ospedale Annunziata di Cosenza. Una scelta che rappresenta un’iniezione di entusiasmo per tutto il sistema sanitario regionale. Stefano Fresilli

Laureato in Medicina e Chirurgia alla Sapienza di Roma con risultati accademici di eccellenza, specializzato al San Raffaele, autore di importanti pubblicazioni scientifiche internazionali e già professore a contratto, Fresilli ha costruito negli anni una carriera che avrebbe potuto proseguire nei più prestigiosi ospedali italiani. Eppure ha scelto Cosenza, convinto che qui esistano le condizioni per contribuire alla crescita di un progetto ambizioso.

All’Università della Calabria sarà ricercatore in tenure track e svolgerà attività clinica, di ricerca e di formazione presso l’ospedale Annunziata. Il suo obiettivo è quello di contribuire alla costruzione di una medicina sempre più moderna, capace di integrare innovazione, ricerca scientifica e qualità dell’assistenza ai pazienti.

Determinante, nella sua decisione, è stato anche il progetto di sviluppo condiviso con il professor Andrea Bruni e con l’Università della Calabria, orientato a creare un polo sanitario e universitario sempre più competitivo sul piano nazionale e internazionale. L’idea è quella di formare nuove generazioni di medici e offrire ai cittadini calabresi cure di altissimo livello senza essere costretti a cercarle lontano dalla propria terra.

La scelta del professor Fresilli assume anche un forte valore simbolico. Per anni la Calabria è stata raccontata come una regione dalla quale medici e professionisti partivano per costruire altrove il proprio futuro. Oggi, invece, un giovane professionista con un curriculum di assoluto rilievo compie il percorso inverso: lascia una delle realtà ospedaliere più prestigiose d’Italia per investire competenze, entusiasmo e ricerca in una regione che punta a crescere.

È un messaggio importante, perché dimostra che quando si costruiscono progetti credibili, quando università e ospedali lavorano insieme e quando si investe sulla qualità, anche i grandi talenti possono scegliere il Sud.

La sfida, naturalmente, non finisce con un’assunzione. Serviranno investimenti, organizzazione, tecnologie e continuità amministrativa. Ma ogni percorso di rilancio passa anche attraverso persone capaci di mettersi in gioco.

L’arrivo del professor Stefano Fresilli rappresenta dunque molto più di un nuovo incarico accademico: è il segnale di una sanità calabrese che vuole tornare ad attrarre eccellenze, rafforzare la ricerca e offrire ai propri cittadini cure sempre più vicine agli standard dei migliori centri italiani. Un segnale di fiducia che, se sostenuto da una progettualità concreta, potrà contribuire a scrivere una nuova pagina per la medicina calabrese.

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