La bambina slovena aveva appena 10 anni ed era ricoverata a Bari con ustioni gravissime. Prima di lei erano morti il padre Izidor e la madre Petra. La Procura di Vibo Valentia indaga sulle cause della deflagrazione del 25 agosto. La titolare della struttura risulta formalmente indagata come atto dovuto
MILETO – Non c’è più nessuno da aspettare.
Non c’è più un bollettino medico al quale aggrapparsi, non c’è più una speranza da custodire tra Bari, Palermo e Catania.
È morta anche Ema, la bambina slovena di appena 10 anni rimasta gravemente ustionata nell’esplosione avvenuta la sera del 25 agosto all’interno del B&B Villa Mary di Mileto, nel Vibonese.
La piccola si è spenta nella mattinata di mercoledì 2 settembre al Centro grandi ustionati di Bari, dove era stata trasferita d’urgenza dopo le prime cure.
Aveva riportato ustioni gravissime, estese praticamente sull’intera superficie corporea.
I medici hanno tentato tutto il possibile.
Ma il suo piccolo corpo non ha retto.
Con la morte di Ema si completa nel modo più terribile possibile il bilancio di una tragedia che in poco più di una settimana ha cancellato un’intera famiglia.
Prima di lei era morto il padre, Izidor Yamnik, 46 anni, ricoverato in un centro specializzato a Palermo.
Poi, il primo settembre, era arrivata la notizia della morte della madre Petra Kobolt, 44 anni, ricoverata al Centro grandi ustionati di Catania.
E infine Ema.

