Cassano allo Ionio, stretta sul caporalato: 11 misure cautelari e controlli a tappeto nella Sibaritide

CASSANO ALLO IONIO – Una vasta operazione contro il caporalato e lo sfruttamento della manodopera agricola ha interessato nelle prime ore del 2 settembre Cassano allo Ionio e diversi centri della Sibaritide. Sono 11 le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura della Repubblica di Castrovillari ed eseguite nell’ambito dell’inchiesta.

L’intervento ha visto impegnati Carabinieri e Polizia di Stato, con controlli concentrati non soltanto nel centro di Cassano, ma anche nelle frazioni e nei punti abitualmente frequentati dai lavoratori agricoli. Decine di persone sono state identificate mentre le forze dell’ordine hanno effettuato verifiche anche sui mezzi utilizzati per accompagnare i braccianti verso le campagne della Piana di Sibari.

Al centro dell’attività investigativa ci sarebbe il sistema di reclutamento della manodopera e le condizioni nelle quali venivano impiegati i lavoratori, soprattutto nel settore agricolo. Gli accertamenti puntano quindi a ricostruire l’intera filiera: dai luoghi di raccolta dei braccianti ai trasferimenti verso le aziende e fino alle effettive condizioni lavorative.

Le pattuglie hanno presidiato strade, piazze e zone individuate dagli investigatori come possibili punti di partenza dei lavoratori diretti nei campi. Perquisizioni e verifiche sui veicoli rappresentano uno degli elementi dell’attività investigativa sviluppata sul territorio.

La Sibaritide costituisce una delle più importanti aree agricole della Calabria. Proprio la presenza di un’intensa attività nei campi e di un elevato numero di lavoratori stagionali rende particolarmente delicato il contrasto alle forme di intermediazione illecita della manodopera. L’obiettivo delle indagini è accertare se dietro l’organizzazione del lavoro esistessero meccanismi in grado di approfittare delle condizioni economiche e sociali dei braccianti.

Un aspetto importante riguarda però la necessità di non confondere questa indagine con l’altra grande operazione eseguita sempre il 2 settembre nella Piana di Sibari.

Parallelamente, infatti, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha coordinato un’altra inchiesta che ha portato al fermo di 20 cittadini stranieri – 18 pakistani, un indiano e un cittadino del Bangladesh – nell’ambito di un’indagine ben più articolata, nella quale vengono contestate, a vario titolo, ipotesi estremamente gravi tra cui associazione per delinquere, sfruttamento dei lavoratori e riduzione in schiavitù.

Si tratta dunque di due distinti filoni investigativi, entrambi concentrati sul territorio della Sibaritide e sul fenomeno dello sfruttamento dei braccianti, ma coordinati da autorità giudiziarie differenti: da una parte la Procura di Castrovillari con le 11 misure cautelari, dall’altra la Dda di Catanzaro con i 20 fermi.

La coincidenza temporale e territoriale delle due operazioni restituisce tuttavia un quadro particolarmente significativo dell’attenzione investigativa riservata al fenomeno del caporalato nella Piana di Sibari.

Per quanto riguarda l’inchiesta coordinata dalla Procura di Castrovillari, allo stato delle informazioni pubblicamente disponibili non sono ancora stati divulgati tutti i dettagli delle singole contestazioni né le posizioni complete delle persone raggiunte dai provvedimenti. Le responsabilità individuali dovranno naturalmente essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

L’operazione rappresenta comunque un nuovo intervento contro uno dei fenomeni più difficili da contrastare nel settore agricolo: un sistema nel quale il lavoro può trasformarsi, quando vengono violate le regole, in una forma di dipendenza economica e sociale capace di colpire soprattutto le persone più vulnerabili.

Undici misure cautelari a Cassano e nella Sibaritide diventano così il punto di partenza di un’inchiesta destinata ad approfondire non soltanto chi reclutava la manodopera, ma anche come venivano organizzati trasporti, giornate di lavoro e condizioni di impiego nei campi.

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