RIZZICONI – Un colpo organizzato, armi in pugno, volti coperti e una fuga ad alta velocità. A distanza di alcune settimane dalla violenta rapina messa a segno in una gioielleria di Rizziconi, la Polizia di Stato ha chiuso il cerchio investigativo con l’arresto di cinque persone, ritenute coinvolte a vario titolo nell’assalto.
La rapina risale alla mattina del 27 giugno scorso, quando tre uomini fecero irruzione all’interno dell’attività commerciale. Due di loro, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avevano il volto completamente travisato ed erano armati di pistola. Il terzo avrebbe invece agito a viso scoperto, circostanza che si sarebbe poi rivelata particolarmente importante per le indagini.
L’azione sarebbe stata pianificata con attenzione. Una volta all’interno della gioielleria, i rapinatori si sarebbero impossessati di un consistente quantitativo di preziosi in oro e argento, per un valore complessivo di diverse migliaia di euro. Ma non solo: dal negozio sarebbero state sottratte anche tre armi da fuoco legalmente detenute dal titolare, insieme alle relative munizioni.
Dopo il colpo, i tre si sarebbero dati alla fuga a bordo di un’automobile risultata rubata. La corsa, secondo la ricostruzione della Polizia, sarebbe avvenuta a velocità particolarmente sostenuta e avrebbe provocato anche un incidente stradale durante il tragitto.
L’allarme aveva fatto scattare immediatamente l’intervento delle forze dell’ordine. Gli agenti delle Volanti del Commissariato di pubblica sicurezza di Gioia Tauro, ricevuta la segnalazione dalla Sala operativa, avevano raggiunto la gioielleria e avviato le prime verifiche, raccogliendo elementi utili e dando il via a una vasta attività di ricerca estesa anche ai comuni vicini.
Le indagini hanno progressivamente consentito agli investigatori di ricostruire le fasi dell’assalto e di concentrare l’attenzione su un fabbricato situato nel centro abitato di Taurianova, ritenuto possibile luogo di rifugio dei sospettati e di occultamento della refurtiva.
Considerata la possibilità che all’interno dell’immobile vi fossero persone armate, la Polizia ha predisposto un dispositivo operativo per cinturare l’edificio e l’area circostante.
Quando gli agenti sono entrati nel fabbricato, alcune delle persone presenti avrebbero tentato di allontanarsi fuggendo in direzioni diverse. Uno degli uomini è stato però bloccato e riconosciuto dagli investigatori: sarebbe stato proprio il soggetto che, durante la rapina, aveva agito senza coprirsi il volto.
La successiva perquisizione ha fornito un ulteriore elemento investigativo importante. Nel seminterrato dell’edificio è stata infatti rinvenuta una parte dei preziosi sottratti alla gioielleria. La refurtiva, secondo quanto emerso, era già stata suddivisa in diverse buste, circostanza che per gli investigatori potrebbe indicare che fosse pronta per essere ripartita tra i partecipanti al colpo.
Da quel momento l’attività investigativa è proseguita fino a consentire l’individuazione di altre quattro persone.
Il bilancio finale è quindi di cinque arresti. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, della rapina aggravata. Dopo gli arresti sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria e, al termine delle udienze di convalida, nei loro confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
La parte della refurtiva recuperata dagli investigatori è stata restituita al proprietario della gioielleria.
L’operazione rappresenta l’epilogo investigativo di un episodio che aveva destato particolare preoccupazione nel territorio della Piana di Gioia Tauro, non soltanto per il valore del bottino, ma soprattutto per le modalità dell’assalto: uomini armati, un’automobile rubata utilizzata per la fuga e la sottrazione di altre armi all’interno dello stesso esercizio commerciale.
Resta centrale il lavoro investigativo svolto dal Commissariato di Gioia Tauro, che attraverso la ricostruzione dei movimenti dei sospettati e le successive attività sul territorio è riuscito a risalire al presunto gruppo coinvolto.
Come sempre in questa fase, le responsabilità degli arrestati dovranno essere definitivamente accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Una cosa, però, è già certa: dalla rapina del 27 giugno al blitz nel fabbricato di Taurianova, l’inchiesta ha consentito alla Polizia di ricostruire quello che viene descritto come un assalto pianificato e di recuperare almeno parte del bottino, mettendo cinque persone a disposizione della magistratura.

