Dalla danza alla ginnastica, in simbiosi con la gemella: la corsa all’oro olimpico di Alice D’Amato

Il trionfo olimpico di Alice inizia dai caruggi di Genova, all’età di 7 anni. Dal 2015 i primi successi, ma anche gli infortuni che supera con il supporto della sorella Asia, con cui condivide anche il tatuaggio dei cerchi olimpici dietro la schiena

“Nooo, non ci credo…..non ci credo…”!

Piange, si copre il volto e non riesce a dire altro Alice D’Amato, quando la giuria olimpica delle Olimpiadi di Parigi 2024 comunica che è proprio lei a conquistare la medaglia d’oro nella trave, condividendo il podio con uin’altra atleta azzurra Manila Esposito, medaglia di bronzo. 

Un risultato storico per la ginnasta genovese che trionfa nella specialità con 14,366, complice un errore della fuoriclasse statunitense Simone Biles rimasta fuori dal podio, e dopo essersi già aggiudicata l’argento nel concorso generale a squadre. 

“Ho cercato di non pensare a chi stava davanti a me, solo di fare l’esercizio al meglio”, ha commentato poi la propria gara in conferenza stampa dopo la vittoria. “Mi sono detta che non avevo niente da perdere ma solo da guadagnare, ho dato il massimo e va bene così”, ha aggiunto.

Non ci crede Alice, ma una cosa la sa bene: il suo è un trionfo olimpico che ha radici lontane, fatto di talento e sacrificio. Inizia dai caruggi di Genova, all’età di 7 anni, con la Società Ginnastica Andrea Doria, e prosegue a Brescia, dove si trasferisce a 12 anni per allenarsi alla Brixia, guidata da Enrico Casella, Marco Campodonico e Monica Bergamelli. Quest’ultima, che ha disputato tre Olimpiadi da atleta e due da allenatrice, ha gareggiato al fianco di Vanessa Ferrari vincendo l’oro europeo a Squadre a Volos nel 2006. 

I successi, gli infortuni e il supporto della gemella Asia

I successi arrivano presto, dal 2015, così come gli infortuni che condizionano tutta la sua carriera. Prima al ginocchio e poi alla caviglia, limitandone il rendimento senza smussarne il talento. Il supporto della sorella Asia, con cui condivide anche il tatuaggio dei cerchi olimpici dietro la schiena, subito sotto il collo, le permette di superare ogni avversità.

Ogni successo che conquista l’una viene dedicato all’altra, e viceversa. In queste Olimpiadi Asia non è in gara, a causa della rottura del legamento crociato rimediata a maggio agli Europei di Rimini. Il suo sogno olimpico è sfumato, ma Alice, classe 2003 che predilige come attrezzo le parallele asimmetriche e si è ritrovata tra le mani un oro nella trave, lo ha realizzato anche per lei. E per il padre Massimo, vigile del fuoco, scomparso nel 2022, poco dopo aver visto le due figlie laurearsi campionesse d’Europa a Monaco nel concorso a squadre. 

E proprio come si addice a due gemelle, anche Asia, appresa la vittoria di Alice, è scoppiata in lacrime: “Ancora non ci credo, mi sono messa a piangere appena finita la gara, lo sapevo che avrebbe fatto medaglia, perché aveva fatto una super trave. Io ci speravo e ci credevo, è arrivato loro e non potrei essere più felice e orgogliosa di lei, perché dopo tutto quello che abbiamo passato – gli infortuni, la perdita di papà – siamo riusciti ad andare avanti e lei è riuscita a riscattarsi. Dopo la medaglia di squadra è giusto che si prendesse quella individuale. Sono orgogliosa di lei e non vedo l’ora di abbracciarla“, ha detto la gemella di Alice, commentando la medaglia d’oro della sorella.

Sempre insieme Alice e Asia, nelle gioie e nelle avversità. Ora anche con un oro olimpico da condividere.

Fonte RAI

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