RUBRICA: PENNE RIGHE E CALMA(R)I
da Maria Giovanna Santucci
A cinquant’anni di distanza l’una dall’altra, le due scoperte archeologiche più importanti
degli ultimi due secoli, quella dei Bronzi di San Casciano e dei Bronzi di Riace, si
incontrano al museo di Reggio Calabria.
È stata inaugurata il 5 agosto 2024 al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria
(MArRC) la mostra “Gli dèi ritornano – I bronzi di San Casciano “: un viaggio alla scoperta
dei ritrovamenti effettuati nel santuario termale etrusco e romana paesaggio delle acque
calde tra Etruschi e Romani nel territorio dell’antica città-stato etrusca di Chiusi.
Il progetto partito dal Comune di San Casciano dei Bagni, dopo essere stato accolto al
Palazzo del Quirinale ed al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è arrivato a Reggio
Calabria.
La mostra è stata curata ai Massimo Osanna e Jacopo Tabolli ed offre l’opportunità di
apprezzare i risultati di una ricerca archeologica ancora in corso. Uno scavo stratigrafico
che ha portato alla luce il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana
mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo.
Riproduzioni di parti anatomiche, offerte per chiedere alle divinità la salute o ringraziare di
una guarigione, e statue realizzate secondo i canoni della cosiddetta mensura honorata
(alti tre piedi romani, equivalenti a circa un metro), che raffigurano le divinità venerate nel
luogo sacro o i fedeli dedicanti. La gran parte di questi pregevoli reperti si data tra il II e il I
secolo a.C., un periodo storico di grandi trasformazioni che vede la definitiva
romanizzazione delle potenti città etrusche.
La mostra chiuderà i battenti il 12 gennaio 2025.


