Aperta un’inchiesta sull’inquinamento del corso d’acqua che sfocia in mare nella frazione di Bivona. Le ultime analisi Arpacal: valori dei batteri intestinali tornati nella norma
Il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Camillo Falvo, ha aperto un’inchiesta sull’inquinamento del torrente Sant’Anna nella frazione di Bivona. Continui sversamenti di liquami contaminano il corso d’acqua facendogli assumere una colorazione marrone scuro, scarichi che poi finiscono in mare. Intanto, le analisi effettuate dall’Arpacal il 16 agosto sono state trasmesse al Comune e certificano che i parametri sono rientrati nella norma. Quattro i punti monitorati, a partire dalla foce del torrente. Poi l’acqua di mare a destra e a sinistra, all’altezza di un B&B e di uno stabilimento balneare.
“Enterococchi ed escherichia coli“, afferma il Comune di Vibo, “rientrano nel cosiddetto intervallo di fiducia e questo ha consentito di ridurre il divieto di balneazione sul lato destro della foce del Sant’Anna da 300 a 100 metri, stesso valore di sempre in presenza di foci di fiumi e torrenti. A sinistra non vi è alcun divieto. Tutte le acque che fuoriescono dal depuratore Silica risultano dunque perfettamente depurate, mentre i reflui in eccesso sono stati collettati al depuratore di Porto Salvo”.
Il sindaco di Vibo, Enzo Romeo, promette di risolvere il problema una volta per tutte: “Questo del Sant’Anna è un problema che si trascina da lustri. In questa fase è fondamentale affrontare l’emergenza con tutte le armi a nostra disposizione ed è ciò che stiamo facendo. Ma l’obiettivo che ci siamo posti, non appena superata questa fase, è di risolvere in maniera definitiva questo problema. Ed è ciò che faremo”.
Fonte RAI

