Caso Mirabelli, accertamento tecnico irripetibile sull’auto. Da stabilire chi guidava

Rilievi tecnici anche sui telefonini, per appurare movimenti dell’auto e i reali rapporti della ragazza con Molinari, indagato per omicidio stradale, ieri sentito per ore in Procura
Aquasi un mese dal presunto incidente, è arrivato il momento d’esaminare l’automobile al centro di (quasi) tutte le ipotesi sulla morte di Ilaria Mirabelli.

L’accertamento tecnico irripetibile, che si è svolto questa mattina alla presenza della parti, è considerato determinante dalla Procura di Cosenza per chiarire la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte della ragazza. 
Chi fosse alla guida della Volkswagen di proprietà del padre di Mario Molinari è il primo nodo da sciogliere. Soprattutto per definire la posizione dell’unico indagato: se, come ha sempre sostenuto il 44enne, Ilaria era al posto di guida, non reggerebbe l’ipotesi di omicidio stradale.

Ma i rilievi tecnici sulla vettura possono dire molto altro anche sulle cause del decesso della giovane, attraverso la comparazione tra i segni riportati dalla carrozzeria e quelli sul corpo di Ilaria.
E’ l’ingegnere Fausto Carelli Basile il consulente incaricato dalla Procura per fornire questa e altre risposte.

Altri esperti stanno invece scandagliando i telefoni cellulari. 
Attraverso i segnali Gps si spera di ottenere dettagli sui movimenti dell’auto, mentre dalle conversazioni contenute negli smartphone si confida di trarre informazioni sul rapporto tra i due, ma anche sul comportamento di Molinari nei momenti immediatamente successivi alla tragica fine di Ilaria.

Non solo il contributo dei tecnici: gli inquirenti lavorano anche sul fronte della raccolta d’informazioni. 
Dopo i testimoni, in Procura è stato convocato e sentito per ore proprio l’indagato

FONTE RAI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *