| Ciao Maria Teresa, |
| non so se essere più frustrato o soddisfatto.Sono frustrato perché abbiamo appena scoperto che questa settimana la direttrice dell’azienda abortista più grande del mondo – International Planned Parenthood Federation – sarà ufficialmente ricevuta e ascoltata nella Commissione per lo Sviluppo del Parlamento Europeo a Bruxelles.Sono soddisfatto, d’altro canto, perché questa scoperta è stata possibile grazie all’inaugurazione del nuovo Dipartimento Unione Europea di Pro Vita & Famiglia, e questo significa che i nostri sforzi stanno già iniziando a dare frutti, aiutandoci ad avere informazioni su quanto accade in UE che, altrimenti, non avremmo mai saputo.Ecco che cosa abbiamo scoperto: |
Sul sito della Commissione DEVE del Parlamento Europeo (abbreviazione di Developement, cioè ‘Sviluppo’) si può leggere che questo giovedì, 26 settembre, gli Eurodeputati avranno uno “scambio di vedute” con alcune organizzazioni in merito al “futuro della cooperazione internazionale in un clima di competizione geo-economica”.
Una delle organizzazioni ospiti è proprio Planned Parenthood, la più potente e diffusa multinazionale di promozione della contraccezione e dell’aborto chiurgico e farmacologico del mondo.
La domanda sorge spontanea: che cosa c’entra la più grande Lobby abortista del mondo col “futuro della cooperazione internazionale” accanto ad organizzazioni che si occupano di cause umanitarie come la lotta alla fame o alla povertà?
Credo che anche la risposta sia abbastanza scontata: nelle stanze dell’Unione Europea si continua a spacciare il falso mito del ‘sovrappopolamento della terra’ per promuovere massicci piani di controllo demografico delle nascite tramite pillole contraccettive e abortive, che fruttano fatturati miliardari per le aziende farmaceutiche che le producono.
Ovviamente, le ‘prede’ più ambite di chi punta a controllare le nascite (altrui) sono i Paesi del terzo mondo e quelli in via di… eh già, in via di “sviluppo”! Per questo Planned Parenthood è stata invitata a parlare proprio nella Commissione “Sviluppo” del Parlamento Europeo. Diabolico, non trovi?
Ti faremo sapere cosa dirà la Direttrice di Planned Parenthood giovedì al Parlamento Europeo, anche se potrei già scommettere su quali argomenti userà per sostenere che l’Unione Europea “deve fare la sua parte” per promuovere la cosiddetta “salute riproduttiva” delle donne, cioè l’aborto, uno strumento di morte che è la negazione stessa del concetto di “salute”.
Dobbiamo considerare, Maria Teresa, che il lavoro del nuovo Dipartimento UE sarà lungo, delicato e complesso: avrà bisogno di anni per entrare a pieno regime e portare i frutti più significativi, ma è sempre dal piccolo seme che nasce il grande albero.
È chiaro che il nostro Dipartimento UE potrà svolgere al meglio la sua missione solo grazie a un forte potenziamento del budget a disposizione di questo progetto, a partire dalle spese fisse mensili necessarie a sostenere il lavoro del personale altamente specializzato di cui avremo sempre più bisogno per districarci tra le burocrazie di Strasburgo e Bruxelles.
Le donazioni che abbiamo ricevuto nei giorni scorsi ci hanno già permesso di fare i primi passi decisivi, e spero che l’aiuto aumenterà quando si comprenderà ancor di più l’importanza di questa missione per il bene dei nostri valori comuni e dei nostri figli e nipoti.
A proposito di questo, Maria Teresa, qualora tu non avessi ancora presentato la tua dichiarazione dei redditi, ti vorrei ricordare che puoi destinare il tuo 5 per mille a Pro Vita & Famiglia Onlus per sostenere tutte le nostre attività e, in particolare, il lavoro di questo nuovo Dipartimento.
Se ci hai già scelto come destinatari del tuo 5 per mille, sappi che il tuo aiuto (che ci sarà accreditato dallo Stato l’anno prossimo) andrà a coprire anche questa nuova sfida. Quindi, ti ringrazio molto di cuore!
Se non hai ancora scelto, ti ricordo solo che per donare il tuo 5 per mille a Pro Vita & Famiglia Onlus occorre scrivere nella sezione ONLUS della tua dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale – 94040860226 – oppure comunicare oggi lo stesso codice fiscale al tuo commercialista o CAF di fiducia.

