Esercito israeliano in Libano: “Hezbollah tramava un altro 7/10”. Unifil: “Violata risoluzione Onu”

Raid su campo profughi palestinese a Sidone, 13 morti. Pioggia di razzi dal Libano. Crosetto: nostri soldati nei bunker, Unifil non è obiettivo. Usa: Israele ha diritto di difendersi. Meloni al primo ministro libanese: impegno per cessate il fuoco

Il presidente del parlamento libanese Nabih Berri ha chiesto alle Nazioni Unite di creare un corridoio aereo per fornire aiuti umanitari a quasi un milione di persone sfollate a causa della campagna di attacchi israeliani in diverse parti del Paese. Lo afferma un comunicato del suo ufficio. Allo stesso tempo ha invitato il Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc) e la Croce rossa libanese a “adempiere al loro dovere” consegnando cibo e forniture mediche ai libanesi del sud. 

Due attacchi nel Sud dell’Iran, fra le vittime capo locale dei Pasdaran

Uomini armati non identificati hanno ucciso 6 persone oggi in Iran in 2 attacchi separati avvenuti entrambi nella provincia di Sistan e Baluchistan, nel sud del Paese, e fra le vittime c’è un capo locale della Guardia rivoluzionaria paramilitare (Pasdaran). Lo riferisce la tv di Stato iraniana. Nel primo attacco sono morti anche il capo di un Consiglio comunale e 2 membri volontari della Guardia; l’attacco è avvenuto dopo che le vittime avevano partecipato a una cerimonia scolastica nella città di Nikshahar, circa 1.350 chilometri a sud-est della capitale Teheran. Il capo del Consiglio comunale è stato identificato come Parviz Kadkhodaei. Nel secondo attacco, avvenuto nella città di Khash, nella stessa provincia, sono stati uccisi 2 agenti di polizia. Al momento gli attacchi non sono stati rivendicati.  


A settembre uomini armati avevano ucciso 4 guardie di frontiera nella provincia in 2 attacchi separati. Il gruppo militante Jaish al-Adl, che chiede maggiori diritti per la minoranza etnica Baluch, aveva rivendicato la responsabilità di uno degli attacchi, in cui erano stati uccisi un ufficiale e 2 soldati della guardia di frontiera. La provincia, che confina con Afghanistan e Pakistan, è stata occasionalmente teatro di scontri con vittime che hanno coinvolto gruppi militanti, trafficanti di droga e forze di sicurezza iraniane. È una delle zone meno sviluppate dell’Iran. Le relazioni fra i residenti della regione, prevalentemente musulmani sunniti, e la teocrazia sciita iraniana sono da tempo tese. 

Due attacchi nel Sud dell’Iran, fra le vittime capo locale dei Pasdaran

Uomini armati non identificati hanno ucciso 6 persone oggi in Iran in 2 attacchi separati avvenuti entrambi nella provincia di Sistan e Baluchistan, nel sud del Paese, e fra le vittime c’è un capo locale della Guardia rivoluzionaria paramilitare (Pasdaran). Lo riferisce la tv di Stato iraniana. Nel primo attacco sono morti anche il capo di un Consiglio comunale e 2 membri volontari della Guardia; l’attacco è avvenuto dopo che le vittime avevano partecipato a una cerimonia scolastica nella città di Nikshahar, circa 1.350 chilometri a sud-est della capitale Teheran. Il capo del Consiglio comunale è stato identificato come Parviz Kadkhodaei. Nel secondo attacco, avvenuto nella città di Khash, nella stessa provincia, sono stati uccisi 2 agenti di polizia. Al momento gli attacchi non sono stati rivendicati.  


A settembre uomini armati avevano ucciso 4 guardie di frontiera nella provincia in 2 attacchi separati. Il gruppo militante Jaish al-Adl, che chiede maggiori diritti per la minoranza etnica Baluch, aveva rivendicato la responsabilità di uno degli attacchi, in cui erano stati uccisi un ufficiale e 2 soldati della guardia di frontiera. La provincia, che confina con Afghanistan e Pakistan, è stata occasionalmente teatro di scontri con vittime che hanno coinvolto gruppi militanti, trafficanti di droga e forze di sicurezza iraniane. È una delle zone meno sviluppate dell’Iran. Le relazioni fra i residenti della regione, prevalentemente musulmani sunniti, e la teocrazia sciita iraniana sono da tempo tese. 

Media, in centinaia in fuga in Turchia e Siria dopo i raid di Israele

Centinaia di cittadini libanesi sono arrivati in Turchia tra ieri e oggi, in fuga dal paese dopo l’intensificarsi dei raid israeliani a Beirut e nel sud. I voli della Middle East Airlines dalla capitale libanese a Istanbul erano completamente prenotati nella giornata di ieri mentre le compagnie turche Pegasus e Turkish Airlines hanno cancellato i loro voli verso Beirut nei prossimi giorni, riferiscono vari media turchi. 


E continua la fuga verso la Siria in proporzioni dopo l’avvio delle incursioni terrestri di Israele definite dai media da “esodo straordinario”. In migliaia cercano di passare il confine con la Siria. Molte persone trasportano i propri averi e viaggiano a piedi. La fuga avviene nonostante in particolare gli uomini corrano il rischio di essere arruolati nell’esercito siriano o di essere giudicati come disertori.

Almeno 13 morti in campo profughi palestinesi vicino a Sidone nel sud del Libano

Israele ha colpito un edificio nel campo di rifugiati palestinesi di Ain El-Hilweh, vicino a Sidone, nel sud del Libano, facendo almeno 13 morti, secondo la Cnn, che cita fonti locali. Il campo è il più grande di quelli palestinesi in Libano. Secondo indiscrezioni, Israele stava puntano a Mounir Maqdah, comandante delle brigate dei martiri di Al-Aqsa. 

Hezbollah rivendica lancio razzi contro sede Mossad vicino a Tel Aviv

Hezbollah ha rivendicato di aver lanciato razzi contro la base Glilot, sede del quartier generale del Mossad e di un’unità dell’intelligence israeliana a Herzliya vicino a Tel Aviv nel centro di Israele. Secondo il Times of Israel, nell’attacco sono rimaste lievemente ferite due persone e stanno ricevendo cure mediche. 

L’esercito israeliano aveva annunciato in mattinata che una trentina di razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele nelle ultime ore e sono tutti caduti in aree aperte. Lo hanno riferito le forze armate israeliane, aggiungendo che i caccia dell’Idf hanno attaccato i lanciatori di Hezbollah rivolti verso Israele e depositi di armi. Sirene d’allarme sono scattate intorno alle10 di questa mattina a Tel Aviv.

Il ministro della difesa israeliano Gallant sente l’omologo americano Austin: “Importante smantellare rete Hezbollah”

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha fatto sapere di aver parlato con l’omologo Usa, Lloyd Austin, in merito alle incursioni terrestri limitate lanciate dall’Idf in Libano nella notte. “Abbiamo concordato sull’importanza di smantellare le infrastrutture di attacco lungo il confine settentrionale per prevenire gli attacchi di Hezbollah contro i cittadini israeliani”, ha riferito Gallant su X, precisando di aver “informato il segretario sui raid localizzati e mirati che l’Idf ha lanciato”.”Queste operazioni si basano sulle misure in corso adottate per eliminare la leadership di Hezbollah e per degradare le capacità offensive” del gruppo, ha aggiunto. “Abbiamo anche discusso delle minacce in corso poste dall’Iran e dai suoi delegati in Iraq, Yemen e Siria”, ha proseguito, sottolineando “l’importanza dell’interoperabilità delle capacità difensive di Stati Uniti e Israele”.  

Unifil: “Idf ha annunciato incursioni, viola risoluzione Onu”

La forza di pace delle Nazioni Unite afferma che l’ Idf ha notificato la sua intenzione di intraprendere incursioni di terra limitate in Libano. In un comunicato l’ Unifil afferma che, nonostante gli sviluppi in Libano, le forze di pace rimangono in posizione. “Qualsiasi attraversamento del Libano è una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale libanese e una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, afferma. 

FONTE RAI

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