Negati gli arresti domiciliari per Maysoon Majidi

Il Tribunale di Crotone ha respinto per la quinta volta l’istanza dei suoi difensori. L’attivista curda, accusata di essere una scafista, si è sempre proclamata innocente
Resta in carcere Maysoon Majidi, l’attivista curda per i diritti delle donne iraniane arrestata il 31 dicembre dello scorso anno a Crotone, con l’accusa di essere la scafista di uno sbarco di migranti. Il Tribunale di Crotone, davanti al quale l’attivista è imputata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ha rigettato l’istanza che era stata avanzata dell’avvocato Giancarlo Liberati, difensore della donna, per la concessione degli
arresti domiciliari. 

Alla richiesta si era opposto il pubblico ministero, Maria Rosaria Multari. Il difensore aveva anche chiesto che all’attivista, quale garanzia riguardo il possibile pericolo di fuga, venisse
applicato il braccialetto elettronico. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, motivando la decisione con l’esistenza di precise esigenze cautelari. L’attivista si è sempre proclamata innocente.

Quella di oggi è la quinta richiesta di concessione dei domiciliari per Maysoon Majidi che viene rigettata dal Tribunale di Crotone. Resta pendente, intanto, l’istanza di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare a carico dell’attivista presentata dal suo avvocato, su cui il Tribunale del riesame di Catanzaro si pronuncerà in occasione dell’udienza fissata per il 18 ottobre

FONTE RAI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *