Tenta di dare fuoco alla moglie poi la uccide: fermato un 65enne. La figlia: “Era violento”

Femminicidio a Gravina di Puglia
L’uomo, con precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio, dovrà ora rispondere di omicidio premeditato. La donna è riuscita a raccontare l’accaduto prima di morire in ospedale. 15 anni fa aveva tentato di uccidere il figlio

Prima dà fuoco all’auto nel tentativo di ucciderla, poi l’aggredisce schiacciandole l’addome. Il racconto tragico della donna, prima di morire in ospedale, ha permesso di ricostruire quanto accaduto. 

Così ieri sera la Polizia di Stato di Bari ha fermato un pregiudicato 65enne di Gravina in Puglia perché accusato dell’omicidio aggravato e premeditato della moglie, 60enne.

Secondo quanto ricostruito, ieri notte a Gravina in Puglia, l’uomo ha appiccato il fuoco alla propria autovettura, all’interno della quale era presente il coniuge. Riuscita a fuggire dall’automobile, con ustioni parziali sul corpo, la vittima è stata aggredita dall’indagato, che l’ha immobilizzata in posizione supina sull’asfalto, gravando su di lei con il peso del corpo e posizionando le ginocchia sull’addome, esercitando, con le braccia, pressioni sullo sterno. Le susseguenti fratture costali e la frattura del corpo dello sterno hanno determinato la compressione del cuore ed il conseguente decesso della donna, per arresto cardiocircolatorio, avvenuto presso l’ospedale della Murgia.

Prima di morire la vittima ha confidato al personale della Polizia di Stato, prontamente intervenuto sul posto, e a sua figlia, che la aveva raggiunta in ospedale, che il coniuge aveva intenzionalmente dato fuoco all’auto, nel tentativo di ucciderla e poi aveva proseguito il proposito omicida, schiacciandola con il proprio corpo e ponendole le mani intorno al collo, per soffocarla.

La figlia: “Era violento, si ammazzavano di botte”. La vittima era finita 3 volte in ospedale

Quasi 15 anni fa era già stato in carcere con l’accusa di avere tentato di uccidere il figlio intervenuto per sedare una lite tra i genitori. In quella occasione, il padre lo avrebbe ferito con un coltello ed era finito in carcere. Oggi avrebbe dovuto sottoporsi a una visita medica dopo il ricovero delle scorse settimane per problemi neurologici.   

“Mamma mi disse che sentiva che l’avrebbe uccisa”, ha messo a verbale una delle figlie della coppia. È stata lei a raccontare agli agenti che il padre era spesso violento e che per ben tre volte la madre era finita in ospedale a causa delle aggressioni subite. 

“Era violento, si ammazzavano di botte”, avrebbe dichiarato sulle liti che avvenivano in casa tra i due coniugi. Sembra che le liti spesso fossero provocate dai debiti che l’azienda del 65enne, specializzata nell’allevamento di mucche e produzioni casearie, aveva contratto.  

La vittima spesso avrebbe lasciato il tetto coniugale per rifugiarsi a casa delle figlie. “Stava da me o da mia sorella dieci giorni e poi tornava a casa”, ha riferito una delle figlie. L’uomo soffrirebbe di problemi neurologici per i quali è stato anche ricoverato per qualche tempo.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto, eseguito dagli agenti della Squadra Mobile di Bari e del locale Commissariato di P. S., che hanno condotto le prime indagini, sotto lo stretto coordinamento di questo Ufficio Giudiziario, nei confronti dell’indagato 65enne, con precedenti per delitti contro la persona e contro il patrimonio.

L’indagato è stato quindi portato presso il carcere di Bari.

FONTE RAI

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