Il sindaco di Corigliano Rossano si difende
“Scelta difficile ma purtroppo inevitabile” secondo l’azienda a causa dell’incertezza dei tempi di realizzazione del progetto. Intanto il primo cittadino Romeo candida Vibo Valentia ad ospitare il sito industriale
“L’amministrazione ha sempre detto sì a questo investimento, abbiamo sempre sollevato il problema della mancanza di programmazione urbanistica del porto.”
Scindere il piano amministrativo da quello politico. Lo ribadisce il sindaco Flavio Stasi, il giorno dopo l’addio annunciato da Baker Hughes all’investimento di 60 milioni al porto di Corigliano Rossano.
Tra le motivazioni della multinazionale, proprio l’incertezza legata ai tempi di sviluppo dopo il ricorso straordinario al Presidente della repubblica. e l’impossibilità a concentrare tutte le attività nella banchina dello scalo. La proposta del comune, delocalizzare nella zona industriale.
Forte lo scontro con l’Autorità portuale che, insieme a Regione, sindacati e Confindustria, aveva scommesso nel progetto.
“Dire che questo progetto era calato dall’alto è una menzogna, è piuttosto un favore fatto a quei poteri antagonisti allo sviluppo del porto che è abbandonato e incompiuto da 40 anni” dice il presidente Agostinelli.
“Questa è l’ennesima tragica sconfitta di Agostinelli, della sua gestione fallimentare” dice Stasi. Ma la vicenda potrebbe non essere definitivamente chiusa. ci crede il sindaco di Corigliano Rossano.
E Sulla polemica si inserisce il sindaco di Vibo Enzo Romeo, che rilancia: “Disponibili a ospitare noi Baker Hughes nel porto di Vibo Marina”
fonte RAI

