Nell’aprile scorso gli era stata comunicata la sospensione della protezione, decisione contro cui ha fatto ricorso al Tar. “Lo Stato lo tuteli”, dice il presidente della Regione Occhiuto
Un incendio è stato appiccato da ignoti in un deposito di mezzi agricoli di proprietà di Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia, in passato vittima di un tentato omicidio. Bentivoglio, titolare di un’azienda di prodotti sanitari, il 9 febbraio 2011, scampò infatti a un attentato solo perché il marsupio che indossava fermò il proiettile. Da allora vive sotto scorta, sebbene nell’aprile scorso gli fosse stata comunicata la sospensione della protezione. Decisione contro cui ha fatto ricorso al Tar, e mentre il tribunale deve ancora pronunciarsi, ecco un’altra intimidazione.
Solidarietà all’imprenditore è arrivata dalla consigliera regionale del Pd, Amalia Bruni: “Tutta la mia vicinanza a Bentivoglio, che non ha mai ceduto neppure di fronte alla paura e all’isolamento. A lui la promessa di una politica più attenta alle esigenze concrete di chi ha avuto il coraggio di denunciare” Vicinanza anche da Tilde Minasi della Lega. “Sottoporrò immediatamente la questione al Ministro Piantedosi – assicura la senatrice reggina – perché l’autorità dello Stato sia riaffermata in tutta la sua forza.”
Interviene anche il presidente Occhiuto: “Auspico che lo Stato metta in campo tutti gli strumenti possibili per tutelare Bentivoglio”.
fonte rainews.it

