Finanza in azione dopo la denuncia di due dipendenti. Paghe da fame – dicono gli inquirenti -, restituzione di parte dello stipendio, richieste di dichiarare il falso in caso d’infortuni, contratti costantemente elusi
Un’azienda di famiglia sinonimo di fiducia e qualità. Sul loro sito Internet si pubblicizzavano così.
Un piccolo impero della grande distribuzione in Calabria, quello creato dai Paoletti. Per la procura di Catanzaro, però, qui i lavoratori erano sfruttati e mal pagati.
Sono 60 le vittime accertate di un vero e proprio caporalato secondo la Guardia di Finanza, in azione dopo la denuncia di due dipendenti. Assunti con un contratto che però veniva regolarmente eluso.
Paghe da fame, 4 euro l’ora. Contratto formalmente part-time, ma si finiva per lavorare oltre 50 ore a settimana. E una parte dello stipendio, in contanti, tornava nelle tasche dei titolari.
Per chi poi subiva un infortunio, le direttiva era di dichiarare il falso: l’incidente – dovevano dire ai medici – era avvenuto in casa.
In carcere il titolare della società, ai domiciliari il consulente del lavoro e una responsabile amministrativa.
Obbligo di dimora per altri due responsabili dei punti vendita.
fonte RAINEWS.IT

