Anche il turismo interessa le mafie: giro d’affari di circa 3 miliardi

Una ricerca di Demoskopika svela una situazione preoccupante: la ‘ndrangheta è ben radicata al Nord

Sarebbe di 3,3 miliardi di euro l’ammontare dei proventi della criminalità organizzata derivante dall’infiltrazione nel comparto turistico. La metà del complessivo giro d’affari è appannaggio della ‘ndrangheta, ormai l’organizzazione criminale radicata in tutta Italia e in particolare al Nord. 

Il rapporto stilato da Demoskopika è basato su dati di Unioncamere, Istat, Cerved e sui resoconti della Direzione investigativa antimafia, l’Agenzia per i beni confiscati e la Banca d’Italia. Il quadro è davvero triste: il turismo italiano è sotto attacco e i grandi eventi, anche sportivi, sono a rischio di infiltrazione delinquenziale. E sarebbero addirittura quasi 7mila le aziende, fiaccate dalla crisi, che potrebbero cadere sotto il controllo della criminalità organizzata.

Il rischio più elevato tra Campania, Lombardia e Lazio. E’ comunque sempre nel Mezzogiorno che si concentra il 33,6 per cento degli affari criminali. A seguire Nord Ovest, Centro e Nord Est. L’intervento della magistratura ha portato alla confisca di 307 alberghi e ristoranti, di cui 28 in Calabria

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