RUBRICA: PENNE RIGHE E CALMA(R)I
di Maria Giovanna Santucci
Roccalumera, un piccolo paese della costa ionica in provincia di Messina, dove nacque e trascorse la sua infanzia e la sua giovinezza il Premio Nobel Salvatore Quasimodo.
Il nome Roccalumera deriva dalla riunione di due territori limitrofi. dal cognome della famiglia La Rocca, il cui castello si può ammirare a Nizza di Sicilia, e dal nome della contrada “Lumera” o “Alumera”, cosiddetta per la vicinanza delle miniere di Allume.
Durante il feudalesimo, fu sotto il dominio di vari feudatari: La Rocca, Ardoino e infine Stagno. Dopo la costruzione dell’Universitas, a “Roccae Alumarie”, comprendente l’odierna Nizza di Sicilia, fu concesso il titolo di Marchesato. Successivamente nel 1816, come gran parte delle Ex Universitae baronali di Sicilia, divenne comune autonomo on l’attuale denominazione
La bellezza di Roccalumera, con il suo mare e il paesaggio circostante, è spesso associata alle atmosfere che hanno ispirato Quasimodo, anche se la sua produzione letteraria è più spesso legata a temi universali come la memoria, l’esilio e l’identità. Anfratti tipici di quel tempo costeggiano il borgo, con portoni in legno dalle caratteristiche forme tondeggianti che richiamano antiche tipologie architettoniche, angoli pittoreschi dove sopravvivono ancora oggi gli antichi mestieri del mare. La piazzetta del Pescatore, caratteristico borgo di pescatori, si estende tra la via Mirone e la Via Verdi, un tempo via Consolare Valeria, che attraversava il percorso da Messina a Taormina.
A Roccalumera ambientò le poesie “Vicolo”, “Lettera alla Madre”, “Vicino a una Torre Saracena”, “Fresca Marina” e molte altre. Il piccolo paese fu una vera e propria fonte di ispirazione che ha guidato gran parte della sua produzione.
Oggi il paese ospita il Parco Letterario Salvatore Quasimodo, un luogo dedicato alla vita e alle opere del poeta. Il parco comprende un museo e spazi culturali che celebrano il suo contributo alla letteratura, con mostre, eventi e attività che richiamano la sua poetica.
È possibile organizzare una tappa alla Torre Saracena, dove da bambino il poeta giocava con il fratello e gli amici, ma pure la casa del poeta con i suoi bellissimi giardini, molto cari a Quasimodo. Un altro punto d’interesse è l’antica casa ferroviaria dove Quasimodo trascorse parte della sua infanzia, dato che suo padre lavorava come capostazione. Il Parco, infatti, comprende ad esempio una locomotiva museo che nei suoi cinque vagoni conserva una mostra fotografica permanente che illustra vita e opere di Salvatore.
“La poesia è la rivelazione di un sentimento che il poeta crede che sia personale e interiore, che il lettore riconosce come proprio.” Quasimodo

