Se oggi vogliamo ripartire, dobbiamo congiurare la ripresa del lavoro con l’attenzione alle numerose forme di disagio socioeconomico esistenti.
C’è un lato luminoso della difficoltà: essa coincide con l’opportunità di riscoprire ciò che è essenziale, di chiedersi quindi cosa può davvero soddisfare il nostro bisogno.
Occorre riprendere le relazioni con chi è vicino.
Abbiamo vissuto per secoli in un mondo non Ideale, ma certamente in un mondo, come quello agricolo in cui si era consapevoli gli uni degli altri.
Ci si conosceva e ci si poteva aiutare più facilmente.
Oggi invece soprattutto nelle nostre città (ma anche altrove) tendiamo a chiuderci nelle nostre case e nel nostro mondo, sopraffatti dalle responsabilità e dalle fatiche. Diffidenti e timorosi dell’avvenire.
Occorre cambiare rotta. Ritrovarsi.
La conversione può partire dalle piccole cose. Ricominciare, per esempio, a condividere il tempo degli altri e dei loro bisogni.
Curvarsi sugli altri, aiutandoli a sapere che in caso di necessità c’è qualcuno con cui con condividere le proprie fatiche.
Le nostre vite sono legate le une alle altre.
Tutti siamo responsabili di tutti.
Ripartiamo da qui. Ripartiamo così.
Buon anno; insieme.
Danilo Aloe, Avvocato.

