QUARTO DEI PRIMI VENERDÌ DEL MESE

Papa Francesco ha scritto l’Enciclica ” Dilexit  Nos” sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù.

La Riparazione: costruire sulle rovine.

Tutto questo ci permette di comprendere, alla luce della Parola di Dio, quale significato dobbiamo dare alla ” Riparazione ” offerta al Cuore di Cristo, che cosa il Signore si aspetta veramente che noi ripariamo con l’aiuto della sua grazia. Si è discusso molto a tale riguardo, ma San Giovanni Paolo II ha offerto una risposta chiara per orientare noi cristiani di oggi verso uno spirito di riparazione più in sintonia con il Vangelo.

San Giovanni Paolo II ha spiegato che, offrendoci insieme al Cuore di Cristo,  ” sulle rovine accumulate dall’odio e dalla violenza, potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderato, il regno del Cuore di Cristo” ; questo implica certamente che siamo in grado di  ” unire all’amore filiale verso Dio l’amore del prossimo”; ebbene ” questa è la vera riparazione chiesta dal Cuore del Salvatore “.

Insieme a Cristo, sulle rovine che noi lasciamo in questo mondo con il nostro peccato, siamo chiamati a costruire una nuova civiltà dell’amore. Questo vuol dire riparare come il Cuore di Cristo si aspetta da noi. In mezzo al disastro lasciato dal male, il Cuore di Cristo ha voluto avere bisogno della nostra collaborazione per costruire il bene e la bellezza.

È certo che ogni peccato danneggia la Chiesa e la società, per cui” a ciascun peccato si può attribuire….il carattere sociale”, anche se questo vale soprattutto per alcuni peccati che ” costituiscono, per loro oggetto stesso, un’aggressione diretta al prossimo”.

San Giovanni PaoloII  ha spiegato che la riparazione di questi peccati contro gli altri finisce molte volte per consolidare una struttura di peccati ” che influisce sullo sviluppo dei popoli.

Ciò fa spesso parte di un mentalità dominante che considera normale o razionale quello che in realtà è solo egoismo e indifferenza. Tale fenomeno si può definire alienazione sociale: ” È alienata la società che nelle sue forme organizzazione sociale, di produzione e di consumo, rende più difficile la realizzazione di questo dono ed il costituirsi di questa solidarietà interumana”. Non è solo una norma morale ciò che ci spinge a resistere a queste strutture sociali alienate, a mettere a nudo e  a propiziare un dinamismo sociale che ripristini e costruisca il bene, ma è la stessa ” conversione del cuore ” che ” impone l’obbligo ” riparare tali  strutture. È la nostra risposta Cuore amante di Gesù Cristo che ci insegna ad amare. Proprio perché la riparazione evangelica possiede questo forte significato sociale, i nostri atti di amore, di servizio, di riconciliazione, per essere effettivamente riparatori, richiedono che Cristo li solleciti, li motivi, li renda possibili.

Diceva ancora San Giovanni Paolo II che per costruire la civiltà dell’amore l’umanità di oggi ha bisogno del Cuore di Cristo.

Affidiamo le nostre vite e il nostro cammino di riparazione al Cuore Amabilissimo di Gesù.

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