RUBRICA: PENNE RIGHE E CALMA(R)I
di Maria Giovanna Santucci
Il “terzo tempo” è un momento unico di condivisione e convivialità che si verifica al termine
di una partita di rugby. Scaduti gli ottanta minuti in campo, il Terzo Tempo unisce vincitori
e vinti, questa è una tradizione profondamente radicata nella cultura di questo sport, che
celebra il rispetto reciproco e l’amicizia, indipendentemente dal risultato della gara.
Il senso di cameratismo e il rispetto reciproco contraddistinguono questa tradizione, un
momento in cui le rivalità si trasformano in amicizia e rispetto e che valorizza non solo la
competizione, ma anche il legame umano che si crea attraverso lo sport.
Il terzo tempo del rugby ha origini che affondano nelle tradizioni sportive e culturali
britanniche: le squadre, dopo essersi sfidate duramente sul campo, si riunivano per bere
birra e vino, simboli ancestrali di convivialità e comunione: mangiare insieme e
chiacchierare, favorendo la socializzazione tra avversari.
Durante il “terzo tempo”, i giocatori delle squadre avversarie si riuniscono insieme, spesso
accompagnati da allenatori, tifosi e famiglie, per mangiare, bere e chiacchierare in
un’atmosfera rilassata e amichevole. Questo momento serve a sottolineare i valori
fondamentali del rugby: la sportività, il fair play e l’unione.

