Paolo Grossi: “Nel sito alle porte della città rifiuti pericolosi provenienti da tutte le regioni. Il vincolo Paur del 2019 che impone di portare fuori le scorie pericolose introdotto senza un’istruttoria tecnica”
C’era una volta il Sin, sito di interesse nazionale e vi insisteva la fabbrica della Pertusola. Dagli anni 20 agli anni 90 ha dato dignità a tanti operai con la produzione di zinco, ma ha poi lasciato alla città 350 mila tonnellate di cubilot e tenorm, i cosiddetti veleni.
In una parte di quel sito proprio dal ’90 arriva Eni, oggi Eni Rewind che ha ancora gli uffici nell’area e che si dovrà occupare della bonifica. Per legge.
Poi c’è stata la politica. Una struttura commissariale incaricata dal ministero dell’ambiente che ha dichiarato adeguata la discarica Sovreco, ad appena 5 chilometri dal sito. La Regione con una posizione mediana. Comune e comitati cittadini che vogliono vedere i camion portare via lontano quei rifiuti.
Eni dice di avere la soluzione pronta, ma di essere stata bloccata proprio dalla politica e va oltre.
Le discariche all’estero? Ci sono ma – sostiene la multinazionale – gli stati dovrebbero autorizzare l’importazione con tempi lunghi. Mentre un regolamento europeo, immediatamente attuativo in Italia, sancisce il principio di prossimità.
Infine nella vicenda ci sono i tribunali e lo stallo. A giorni l’attesa sentenza del Tar sul ricorso degli enti locali contro il decreto ministeriale, Eni e la stessa Sovreco.

