📍 Cosenza, fermo del giornalista Carchidi: esplode il caso mediatico


Il direttore di “Iacchitè” portato in questura. La scena diventa virale, scattano le proteste. Annunciate interrogazioni parlamentari.

Cosenza – Sta facendo il giro del web il video del fermo del giornalista Gabriele Carchidi, direttore del blog di informazione Iacchitè, ammanettato e condotto in questura durante un controllo nel quartiere San Vito. La scena, ripresa e diffusa online, ha suscitato una forte ondata di indignazione e solidarietà, trasformando il caso in un vero e proprio tema di dibattito pubblico.

Secondo le prime ricostruzioni, Carchidi si sarebbe rifiutato di esibire un documento di identità, provocando la reazione degli agenti, che hanno proceduto con le manette e il trasferimento in questura per l’identificazione. L’episodio, avvenuto sabato scorso, ha scatenato immediate reazioni da parte di sindacati e forze politiche.

La Cgil ha annunciato un sit-in di protesta previsto per il 27 marzo davanti alla prefettura di Cosenza, mentre un’altra manifestazione, organizzata dal sindacato La Base, si terrà già domani di fronte alla sede del blog. Sul fronte politico, il capogruppo di Alleanza Verdi-Sinistra alla Camera, Peppe De Cristofaro, ha reso noto che presenterà un’interrogazione parlamentare sul caso.

Intanto, la Questura di Cosenza è intervenuta ufficialmente con una nota:

“In riferimento alle notizie stampa circa un servizio di controllo del territorio di sabato scorso presso il quartiere San Vito – si legge nel comunicato – si precisa che il personale dell’Ufficio volanti ha ritenuto di identificare un cittadino che, assumendo una posizione ostile, rifiutava di declinare le proprie generalità”.

La questura ha inoltre precisato che la resistenza opposta ha reso necessario il ricorso alle procedure standardizzate di contenimento per accompagnarlo negli uffici.

“Tutti gli atti redatti dal personale operante, compreso il materiale video pubblicato dall’interessato – conclude la nota – sono stati già trasmessi alla Procura per consentire una compiuta ed esaustiva ricostruzione dei fatti”.

Il caso resta aperto e promette di alimentare ulteriori discussioni nei prossimi giorni, tra libertà di stampa, diritto di cronaca e gestione dell’ordine pubblico.


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