Le Buchette del Vino

RUBRICA: PENNE RIGHE E CALMA(R)I

di Maria Giovanna Santucci

Le buchette fiorentine sono piccole finestrelle ricavate nei muri di palazzi storici a Firenze e in altre città della Toscana che venivano utilizzate dal XVII secolo per vendere vino direttamente dalle cantine dei palazzi nobiliari ai clienti, evitando tasse e assembramenti nelle osterie.

Il vino veniva venduto ai nobili dai vinattieri in fiaschi (toscanelli)da un litro e tre quarti, prodotti con il vetro soffiato e rivestiti poi con la sala e il rascello, due erbe palustri, che venivano intrecciati.

Originariamente le buchette erano piccole aperture che consentivano la vendita di vino in strada. Le singolari aperture dentro i muri dei palazzi storici dalle quali, da dove si vendeva il vino direttamente in strada e che svolgevano anche una funzione benefica: lasciare in modo anonimo brocche di vino e cibo per i più bisognosi.

Durante la peste del 1630, furono usate per servire in sicurezza, senza contatto diretto: inserivano la bottiglia nella buchetta, il cliente lasciava le monete in una piccola paletta di metallo riempita d’aceto (per disinfettarle!), e solo dopo il pagamento il venditore restituiva la bottiglia attraverso la finestrella.

Oggi alcune buchette sono state restaurate e alcune enoteche hanno ripreso la tradizione, servendo vino attraverso di esse. Tradizione tornata utile durante il lockdown, la celebre gelateria Vivoli ha riportato in vita una di esse servendo caffè, bibite e gelati.

Hanno seguito l’esempio l’esercizio commerciale Babae in via Santo Spirito, il Latini in via dei Palchetti l’Osteria delle Brache in piazza Peruzzi … da provare per sentirsi davvero come se fosse nel Seicento!

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