Catanzaro/Stoccarda – Danneggiamenti, estorsioni, pestaggi, ma anche sofisticati reati finanziari e riciclaggio. La ‘ndrangheta non conosce confini e lo dimostra l’operazione Boreas, che ha portato all’esecuzione di venti misure cautelari contro membri della ‘ndrina di Cariati, attiva non solo in Calabria ma anche in Germania, nel distretto di Stoccarda.
Il gruppo criminale, legato gerarchicamente al “locale” di Cirò – storico insediamento ‘ndranghetista presente in Germania da oltre 45 anni – aveva replicato all’estero gli stessi metodi e affari portati avanti nella Sibaritide: controllo del territorio, intimidazioni, racket, riciclaggio, con la complicità di imprenditori collusi e professionisti insospettabili.
Tra le vittime, anche i propri compaesani emigrati, costretti a pagare il “pizzo” o subire atti intimidatori. A raccontare i dettagli dell’operazione è stato il procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Salvatore Curcio, che ha sottolineato la portata internazionale dell’inchiesta e la sinergia investigativa tra autorità italiane e tedesche.
L’indagine ha messo in luce non solo la forza di penetrazione della criminalità organizzata calabrese all’estero, ma anche la sua capacità di adattarsi e integrarsi nel tessuto economico locale, sfruttando complicità e omertà.
L’operazione Boreas rappresenta un duro colpo alla ‘ndrangheta transnazionale e dimostra quanto il contrasto al crimine organizzato richieda una cooperazione sempre più stretta tra Stati.

