“Non scuoterlo!”: una campagna per salvare la vita dei neonati. Un gesto istintivo può diventare letale

Dal 5 al 7 aprile, in oltre 70 città italiane, parte la campagna per sensibilizzare contro la Sindrome del Bambino Scosso. Un quarto dei casi può finire in coma o morte.

Scuotere un neonato per farlo smettere di piangere può avere conseguenze devastanti. In un caso su quattro porta al coma o addirittura alla morte. È la Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), una forma di trauma cerebrale infantile ancora troppo poco conosciuta in Italia.

Per contrastare questa drammatica realtà, dal 5 al 7 aprile torna la campagna nazionale “Non scuoterlo!”, promossa da Terre des Hommes, insieme a SIMEUP, ANPAS, FIMP e alla Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento Infantile. L’iniziativa prevede l’allestimento di infopoint in oltre 70 città di 18 regioni, dove sarà possibile informarsi su come prevenire questo pericoloso fenomeno.

Anche alcuni simboli delle città italiane – come il Grattacielo Pirelli a Milano, la Mole Antonelliana a Torino e l’Istituto degli Innocenti di Firenze – si illumineranno la sera del 6 aprile con i colori della campagna.

Il pianto non è colpa del bambino

I neonati, soprattutto tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, attraversano una fase in cui il pianto è frequente e spesso difficile da gestire. Proprio in questi momenti di fragilità, chi si prende cura del piccolo può reagire d’istinto, magari con un gesto brusco, come uno scuotimento violento. Ma pochi secondi possono bastare per causare danni permanenti: lesioni cerebrali, perdita della vista o dell’udito, problemi motori o comportamentali.

Secondo una recente indagine realizzata da Terre des Hommes e dalla Rete Ospedaliera nel 2023, in un terzo dei casi analizzati, i bambini vittime di questa sindrome erano già stati visitati al Pronto Soccorso per altri segnali di maltrattamento.

Informazione e prevenzione per salvare vite

“È fondamentale riconoscere i segnali di rischio e agire con consapevolezza”, spiega Stefania Zampogna, presidente di SIMEUP. “La formazione di genitori, caregiver e operatori sanitari è la chiave per prevenire la sindrome”.

Anche Federica Giannotta, responsabile Advocacy di Terre des Hommes, sottolinea come spesso non ci sia un’intenzione violenta, ma solo mancanza di consapevolezza: “Informare le famiglie è essenziale. Se ci si sente sopraffatti, meglio allontanarsi un attimo, lasciare il neonato in un luogo sicuro e chiedere aiuto, piuttosto che agire in modo impulsivo”.

Dove trovare gli infopoint

Gli sportelli informativi saranno presenti in moltissimi centri, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bari, Palermo, Cagliari, e tante altre città distribuite da nord a sud. L’elenco completo è disponibile su nonscuoterlo.it.

Quest’anno partecipano anche le farmacie di Federfarma in diverse province, che distribuiranno materiale informativo e video educativi. Inoltre, l’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI) sarà presente in alcuni infopoint con attività dedicate.

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