Quando la solitudine fa rumore

RSA Scalea – aprile 2025

C’è un silenzio che pesa più di mille parole. È il silenzio che circonda la morte di un anziano precipitato da una finestra di una RSA di Scalea. Un evento tragico, ancora avvolto da domande: incidente? gesto volontario? Ne sapremo forse di più con il tempo. Ma intanto resta il vuoto.

Un vuoto che parla di fragilità, di solitudine, di un’età in cui si dovrebbe essere protetti e invece, a volte, si è invisibili.

Cosa avrà visto quell’uomo da quella finestra? Un ricordo? Una speranza? O semplicemente il mondo fuori, che sembrava così lontano? Le RSA non devono diventare luoghi di attesa passiva, ma spazi vivi, umani, dove l’età non sia sinonimo di abbandono.

In quel volo c’è il dolore di chi forse avrebbe voluto dire ancora qualcosa, ricevere una visita in più, una carezza, uno sguardo. E c’è il nostro dovere, come società, di interrogarci. Perché ogni anziano che si spegne nel silenzio è una voce che non abbiamo ascoltato.

Ricordiamoci di loro. Prima che sia troppo tardi.

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