Il sindacato lancia l’allarme: “Grande opportunità, ma servono trasparenza e controlli contro le infiltrazioni mafiose”
Catanzaro – La costruzione dei nuovi ospedali in Calabria, uno dei punti centrali del programma commissariale guidato da Roberto Occhiuto, rappresenta “una grande opportunità storica”, ma anche “una sfida complessa”. A sottolinearlo sono la Cgil Calabria e la Fillea Cgil regionale, che in una nota congiunta richiedono l’attivazione urgente di un protocollo di legalità.
“Per garantire la regolarità degli appalti, la sicurezza nei cantieri e prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose”, spiegano i segretari generali Gianfranco Trotta e Simone Celebre, “è fondamentale sottoscrivere un protocollo attraverso il dipartimento di prevenzione antimafia, in collaborazione con le Prefetture, le stazioni appaltanti e le parti sociali e datoriali”.
La richiesta arriva in un momento cruciale per il sistema sanitario calabrese, da anni segnato da gravi carenze strutturali. La costruzione di nuovi ospedali – prevista dal piano straordinario del commissario Occhiuto – è vista dai sindacati come un’occasione irripetibile per colmare il gap infrastrutturale, ma anche come un terreno potenzialmente fertile per la criminalità organizzata, se non adeguatamente presidiato.
“È necessario conciliare velocità, qualità, sicurezza e legalità”, sottolineano Trotta e Celebre. “Ma la priorità deve essere il legame tra qualità, controllo sociale e prevenzione. Dove c’è vigilanza capillare da parte delle istituzioni e del sindacato, c’è meno spazio per le mafie”.
La Cgil propone che il protocollo preveda il monitoraggio costante dei flussi di manodopera e la creazione di un osservatorio dedicato alla gestione e all’esecuzione dei lavori. “La trasparenza e il controllo rigoroso dei cantieri – concludono i sindacati – sono strumenti fondamentali per contrastare le infiltrazioni che sfruttano la frammentazione dei subappalti e l’opacità dei processi”.
Il monito è chiaro: senza legalità e controllo, la speranza di una nuova sanità calabrese rischia di restare incompiuta.

