Fiore Bevilacqua, noto alle cronache giudiziarie con il soprannome di “Mano Mozza”, ha lasciato il carcere ed è stato trasferito agli arresti domiciliari. La decisione, presa dal giudice per le indagini preliminari, arriva nonostante la conferma della sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei suoi confronti. A determinare il cambiamento della misura restrittiva è stato un aggiornamento sul suo stato di salute, che ha reso necessario garantire cure mediche incompatibili con la detenzione in carcere.Bevilacqua è imputato nel processo “Reset”, un’inchiesta che ha svelato una presunta rete criminale radicata nel cosentino. In primo grado è stato condannato a 17 anni di reclusione per reati gravissimi, tra cui associazione mafiosa, traffico di stupefacenti e altri illeciti aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso.

La richiesta di revisione della misura cautelare era stata avanzata dai legali dell’imputato, gli avvocati Antonio Ingrosso e Gianpiero Calabrese. Accogliendo la loro istanza, il giudice ha ritenuto che le esigenze cautelari possano essere ugualmente garantite con la permanenza dell’indagato presso la propria abitazione, a patto che vengano osservate tutte le prescrizioni imposte.
Ora, Fiore Bevilacqua sconterà la sua detenzione in un contesto meno restrittivo, ma sotto rigorosa vigilanza, in attesa degli sviluppi del processo d’appello.

