Politica in fibrillazione a ridosso dell’entrata in vigore della legge Calderoli. Appello rivolto anche a Calabria e Basilicata
Un fronte comune contro l’autonomia differenziata. Le Regioni di centrosinistra fanno rete e si preparano a dar vita a un coordinamento pronto a portare avanti la battaglia. Sardegna, Toscana, Puglia, Emilia Romagna e Campania scendono in campo: la prossima settimana dovrebbe esserci già il primo incontro e si punta ad allargare le adesioni anche a Regioni guidate dal centrodestra.
Sarebbero in corso contatti con gli staff dei governatori di Calabria e Basilicata. l’obiettivo: coinvolgere Occhiuto e Bardi dopo i dubbi sulla riforma manifestati dai due presidenti forzisti.
Prova a tenere sotto controllo le fibrillazioni interne, il leader azzurro Tajani, con l’idea di istituire un Osservatorio nazionale sull’attuazione dell’autonomia. Proposta che il vicepremier porterà l’8 luglio al consiglio nazionale di Forza Italia.
Tutt’altro il clima in casa leghista con il ministro Calderoli che annuncia l’entrata in vigore della legge per il 13 luglio e sottolinea: “Come governo saremo al fianco delle Regioni desiderose di intraprendere questa sfida ambiziosa”. Veneto e Lombardia già scalpitano.
“Appena sarà promulgata, ne discuteremo in Consiglio. ma di certo non mi iscrivo al Pd”. il presidente Occhiuto aveva risposto cosi subito dopo l’ok della Camera.
Ora la data cerchiata di rosso è giovedi 4 luglio, giorno in cui è convocata l’aula di Palazzo Campanella. Le opposizioni sono pronte a presentare una mozione unitaria contro quello che definiscono lo “spacca-italia”.
Riflettori puntati sui consiglieri di Azione, organici alla maggioranza di centrodestra ma fortemente critici rispetto al provvedimento. Graziano e De Nisi hanno sempre ribadito il loro no all’autonomia, in linea, tra l’altro, con la posizione di Calenda e del partito a livello nazionale.
Il clima, dentro e fuori i partiti, resta rovente. Mentre il campo largo, insieme a Cgil, Uil e un fronte che va dall’Anpi alle Acli, lavora al percorso del referendum abrogativo, si valuta anche la strada del ricorso alla Corte Costituzionale.
E’ quella la via da percorrere secondo i 120 sindaci che hanno aderito alla mobilitazione guidata dal primo cittadino di Catanzaro Fiorita. Il botta e risposta con la presidente dell’Anci Succurro è la dimostrazione di un dibattito che si fa sempre più acceso.
Il 10 e 11 luglio, la discussione si sposterà a Lorica, dove è stata convocata l’assemblea regionale dell’associazione dei comuni.
Fonte RAI

