Grillo rompe il silenzio e attacca il M5S: «Ha perso identità e diversità, oggi si occupa solo di poltrone»

ROMA – Beppe Grillo torna a parlare di politica e lo fa con un duro atto d’accusa nei confronti del Movimento 5 Stelle, la forza politica che lui stesso contribuì a fondare. Dopo un lungo periodo di silenzio, l’ex garante del M5S ha affidato al proprio blog una riflessione dai toni molto severi, sostenendo che il Movimento abbia smarrito la propria natura originaria.

Nel post, dal titolo “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”, Grillo afferma che il M5S «ha perso la sua identità» e soprattutto quella «diversità» che lo aveva reso un fenomeno politico unico nel panorama italiano. Secondo il fondatore, il progetto nato per cambiare radicalmente il modo di fare politica sarebbe stato, con il passare degli anni, trasformato proprio da quel sistema che intendeva combattere.

Tra le frasi più dure del suo intervento c’è quella rivolta all’attuale classe dirigente del Movimento, accusata di essersi progressivamente allontanata dai principi originari per concentrarsi sulla gestione del potere e delle cariche istituzionali. «Dovevano occuparsi del futuro, oggi si occupano solo di poltrone», è il passaggio che ha immediatamente acceso il dibattito politico.

Grillo osserva come i protagonisti della stagione iniziale del Movimento abbiano subito una trasformazione che, a suo giudizio, li ha resi simili ai partiti tradizionali contro cui erano nati. Per il fondatore, il sentimento popolare che aveva dato vita al M5S esisterebbe ancora, ma non troverebbe più rappresentanza in chi oggi guida il partito.

Il lungo intervento non si limita però alla politica italiana. Grillo allarga la riflessione ai cambiamenti della società contemporanea, affrontando temi come l’intelligenza artificiale, la trasformazione della democrazia, il ruolo della rete e le grandi sfide tecnologiche che, secondo lui, stanno ridisegnando gli equilibri mondiali.

L’affondo arriva mentre resta aperto anche il contenzioso legale tra Grillo e il Movimento sulla titolarità del nome e del simbolo del M5S, una vicenda che continua a rappresentare uno dei capitoli più delicati della frattura tra il fondatore e l’attuale leadership guidata da Giuseppe Conte.

Le parole di Grillo riaprono così una ferita mai del tutto rimarginata all’interno del Movimento 5 Stelle e rilanciano il confronto sul futuro di una forza politica che, a oltre quindici anni dalla sua nascita, continua a fare i conti con il proprio passato e con la propria identità.

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