Il vescovo di Cassano all’Jonio rilancia l’appello per una presenza forte della Chiesa nella lotta alle mafie
Cassano all’Jonio – “Sarebbe bello che il Papa venisse di nuovo a ribadire, da questa terra ferita, la scomunica ai mafiosi.” Così si è espresso Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente della CEI, nel corso di un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, autorità civili e religiose.
Un messaggio chiaro, il suo, che suona come un rinnovato grido d’allarme contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto sociale ed economico della Calabria. “Non si può essere cristiani e mafiosi – ha ribadito con fermezza –. La mafia è anticristiana. È contro il Vangelo. E chi si macchia di crimini mafiosi è fuori dalla comunione con Dio e con la Chiesa.”
La dichiarazione arriva in un momento delicato per la regione, in cui si registrano nuovi episodi di violenza legati alla ‘ndrangheta e cresce la preoccupazione per il silenzio e l’omertà che ancora permeano molte comunità. Monsignor Savino ha quindi auspicato una nuova visita del Pontefice in Calabria, simile a quella del 2014 quando Papa Francesco, da Cassano, dichiarò senza mezzi termini che i mafiosi sono “scomunicati”.
“Sarebbe un segno fortissimo – ha aggiunto il vescovo –. Un gesto che potrebbe scuotere coscienze e ridare coraggio a chi resiste, a chi ogni giorno combatte la mafia nel silenzio e nella paura.”
Il richiamo del presule non è solo simbolico. Dietro le sue parole c’è la volontà di alimentare una coscienza collettiva, che riconosca nella Chiesa una guida morale capace di prendere posizione netta contro ogni forma di ingiustizia e sopraffazione.
Il messaggio di Monsignor Savino ha già suscitato numerose reazioni nel mondo ecclesiastico e civile, trovando l’appoggio di molte realtà antimafia e di tanti cittadini che chiedono una Chiesa sempre più presente, coraggiosa e vicina al popolo.

