Zaffaroni a Cosenza: “Il senso e la funzione della pena”, lectio magistralis al Municipio

COSENZA – Una riflessione profonda e attuale sul ruolo della giustizia nella società ha animato la sala del Municipio di Cosenza, dove si è tenuta la lectio magistralis del professor Roberto Zaffaroni, costituzionalista di fama nazionale ed ex giudice della Corte costituzionale, sul tema “Il senso e la funzione della pena”.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Cosenza in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati e la Camera Penale, ha rappresentato un momento di altissimo valore culturale e civico. Numerose le presenze tra il pubblico: magistrati, avvocati, docenti, studenti e cittadini, tutti riuniti per ascoltare una delle voci più autorevoli del panorama giuridico italiano.

Nel suo intervento, Zaffaroni ha ripercorso l’evoluzione storica e costituzionale del concetto di pena, sottolineando come l’articolo 27 della Carta fondamentale imponga una visione rieducativa, umana e proporzionata della sanzione penale.

“La pena non può essere vendetta, né abbandono. Deve essere strumento di responsabilizzazione e reinserimento sociale. Se il carcere diventa solo contenimento, allora abbiamo smarrito il senso stesso della legalità costituzionale”, ha affermato con fermezza il giurista.

Ampio spazio è stato dedicato alla situazione delle carceri italiane, alle misure alternative e ai rischi connessi a un uso eccessivo e simbolico della pena, spesso guidato da logiche populiste anziché da una visione giuridica equilibrata.

L’evento si è concluso con un confronto aperto con il pubblico e con i rappresentanti delle istituzioni locali, che hanno ringraziato il professore per la chiarezza e la profondità della sua analisi. Il sindaco di Cosenza, intervenuto in chiusura, ha sottolineato l’importanza di “aprire i luoghi della politica e dell’amministrazione alla cultura e al pensiero critico”, rilanciando l’idea di una città protagonista anche nel dibattito sui grandi temi della giustizia e dei diritti.

Una mattinata densa di significato, che ha lasciato in tutti i presenti la consapevolezza che parlare di pena significa, prima di tutto, parlare di dignità umana e di civiltà giuridica.

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