Lettera aperta dell’editore
Amati Sempre è tornato a casa.
Ieri pomeriggio Mendicino non era solo un paese: era il cuore che batteva forte nel petto della mia memoria. In quel meraviglioso Palazzo Campagna, già dimora dei Del Giudice, il tempo sembrava essersi fermato, quasi volesse restare lì, ad ascoltare con rispetto ogni parola pronunciata, ogni emozione sospirata.
Portare Amati Sempre proprio lì, dove tutto è cominciato, è stato come stringere la mano di mio padre, abbracciare gli sguardi di tutti i miei cari che non ci sono più, ma che ieri ho sentito distintamente nell’aria. Come se fossero seduti in prima fila, silenziosi, fieri, sorridenti. Il loro ricordo è scolpito in me come luce incisa nel vetro, indelebile, prezioso.
Ogni angolo di Mendicino ieri mi parlava, ogni pietra raccontava una storia: l’infanzia che non passa mai, le risate di un tempo, le mani rugose che accarezzavano senza bisogno di parole. E proprio in mezzo a tutto questo amore, ho avuto accanto anime meravigliose.
Grazie a Irma Bucarelli, non solo sindaco, ma sorella d’anima; a Rossella Giordano, assessore brillante e figlia del mio indimenticabile amico Mario, e alla giovane e dolcissima Chiara Palamara, il cui entusiasmo è stato carezza e scintilla. Con loro ho sentito di non essere solo, ho sentito che Amati Sempre è diventato un gesto collettivo, un abbraccio che si allarga, che tocca, che salva.
Ieri Mendicino ha accolto questo libro come si accoglie un figlio tornato da lontano. E io, figlio di questa terra, ho restituito un pezzo del mio cuore.
Amati Sempre è stato, ancora una volta, un atto d’amore.
E voi, tutti voi, siete stati amore allo stato puro.
Grazie.
Grazie Ermanno amico mio
Con tutto il mio cuore.
Sergio


