Il 29 maggio 2025, un tragico incidente sul lavoro ha scosso la Calabria: Salvatore Cugnetto, 55 anni, originario di Lamezia Terme, ha perso la vita mentre era impegnato in operazioni di idrodemolizione nel cantiere Anas al chilometro 266 dell’autostrada A2 del Mediterraneo, tra gli svincoli di Cosenza Sud e Rogliano. Secondo le prime ricostruzioni, una lancia d’acqua ad alta pressione si sarebbe improvvisamente liberata, colpendolo violentemente al torace e causandone il decesso sul colpo .
La Procura di Cosenza ha immediatamente aperto un’inchiesta per accertare le responsabilità dell’accaduto. Il tratto autostradale interessato è stato posto sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici e le indagini necessarie. È stata inoltre disposta l’autopsia sul corpo dell’operaio per chiarire ulteriormente le cause della morte .
Anas, in una nota ufficiale, ha espresso profondo cordoglio alla famiglia della vittima e ha comunicato di aver avviato, insieme all’impresa appaltatrice, tutte le verifiche per chiarire la dinamica dell’incidente e fornire piena collaborazione alle autorità competenti.
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha manifestato il suo cordoglio e ha sottolineato l’urgenza di affrontare con determinazione il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, lavorando in sinergia con sindacati e organizzazioni datoriali per rafforzare la prevenzione e aumentare i controlli .
I sindacati, tra cui CGIL, CISL e UIL, hanno denunciato con forza l’ennesima tragedia sul lavoro, definendola “inaccettabile”. Hanno ribadito la necessità di istituire una procura nazionale dedicata agli infortuni mortali sul lavoro e di investire significativamente nella formazione, nei controlli e nella cultura della sicurezza per prevenire ulteriori incidenti .
La morte di Salvatore Cugnetto rappresenta l’ennesimo dramma che evidenzia la fragilità delle misure di sicurezza nei cantieri italiani, richiamando l’attenzione su una piaga che necessita di interventi urgenti e concreti.

