Un lungo abbraccio di solidarietà ha attraversato il lungomare di Crotone, dove centinaia di persone si sono riunite per dire basta alla violenza di genere. Un corteo silenzioso, ma potente, ha unito istituzioni, scuole, associazioni e cittadini in una giornata di impegno civile e consapevolezza.
A guidare la manifestazione, promossa dal Centro Antiviolenza “Libere Donne” e sostenuta dal Comune di Crotone, c’erano donne sopravvissute agli abusi, operatori dei servizi sociali, studenti delle scuole superiori e rappresentanti delle forze dell’ordine. Tanti i cartelli con frasi come “Non sei sola”, “Rispetto è amore”, “La violenza è un crimine, non un destino”.
Durante il corteo, interrotto da momenti di lettura e testimonianze toccanti, è stato ricordato anche l’ennesimo femminicidio che ha scosso l’Italia, segno che la battaglia è tutt’altro che conclusa. Sul palco allestito in piazza Berlinguer si sono alternati interventi delle autorità e performance artistiche realizzate da studenti e volontari.
“Non bastano le leggi, serve un cambiamento culturale profondo”, ha detto l’assessora alle politiche sociali, sottolineando il ruolo centrale dell’educazione e della prevenzione. “Dobbiamo insegnare ai nostri figli il valore del rispetto e dell’uguaglianza, fin da piccoli”.
L’iniziativa ha voluto ricordare che la violenza sulle donne non è un’emergenza, ma una piaga strutturale della nostra società. E che solo con l’unione delle forze, con la voce delle piazze e il coraggio delle vittime, si può costruire un futuro in cui nessuna debba più avere paura.
Crotone, per un giorno, ha camminato insieme. E da quel lungomare, affacciato sul mare della speranza, è partito un messaggio chiaro: non si torna indietro.

