Nuovo capitolo giudiziario per il senatore Mario Occhiuto. La Corte d’Appello ha emesso ieri la sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta nell’ambito di un procedimento che da anni vede l’ex sindaco di Cosenza coinvolto per il crac della società Ofin, già operativa nel settore della progettazione e dei servizi.
La decisione dei giudici d’Appello conferma, seppur con alcune rimodulazioni, il quadro accusatorio emerso in primo grado: secondo la ricostruzione della Procura, Occhiuto avrebbe avuto un ruolo determinante nel dissesto della società, con operazioni finanziarie giudicate spregiudicate e tali da aggravare ulteriormente il dissesto patrimoniale.
Per l’esponente politico di Forza Italia, oggi senatore della Repubblica, si tratta di una condanna pesante sotto il profilo politico e personale. I suoi legali, che già annunciano ricorso in Cassazione, continuano a ribadire l’estraneità del loro assistito rispetto alle ipotesi di dolo, parlando di una “vicenda complessa e tutt’altro che limpida”.
La vicenda, che aveva già fatto molto discutere durante la campagna elettorale per le ultime Politiche, torna ora prepotentemente a occupare le cronache locali e nazionali.
Sul piano istituzionale, si attendono ora eventuali sviluppi anche per quanto riguarda le possibili implicazioni legate alla legge Severino, che potrebbe portare a conseguenze sulla posizione parlamentare del senatore Occhiuto.
Per il momento, il diretto interessato non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

