Platì – Un tempo simbolo del potere mafioso, oggi luogo di crescita e di speranza: a Platì, nel cuore dell’Aspromonte, un bene confiscato alla ‘ndrangheta è stato restituito alla comunità e trasformato in una scuola dell’infanzia.
Questa mattina, alla presenza del prefetto di Reggio Calabria, del sindaco, delle autorità giudiziarie e di numerosi cittadini, si è svolta l’inaugurazione dell’edificio, completamente ristrutturato grazie ai fondi del PNRR e al lavoro sinergico tra amministrazione comunale e agenzia nazionale per i beni confiscati.
«Oggi non inauguriamo solo un edificio – ha detto il sindaco nel suo intervento – ma un simbolo di riscatto e di legalità. Dove un tempo la ‘ndrangheta faceva sentire la sua oppressione, ora i nostri bambini costruiranno il loro futuro».
La nuova scuola ospiterà circa 60 piccoli alunni e sarà dotata di aule moderne, spazi per il gioco e laboratori creativi. Una sfida importante per un territorio spesso segnato dall’emigrazione e dalla mancanza di servizi, che ora punta invece a offrire nuove opportunità alle giovani generazioni.
Un esempio concreto di come i beni confiscati possano diventare volano di sviluppo civile e di rinascita per le comunità calabresi.

