A Catanzaro è scoppiata una vivace polemica politica in vista dell’evento “Road to Pride”, previsto per il 26 e 27 giugno 2025 al Centro sociale “Fasano”. L’iniziativa, organizzata da associazioni come Arci, ArciEqua, Cgil, Libera e Anpi, con il patrocinio e un contributo di 2.000 euro da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Fiorita, è stata concepita come tappa preparatoria al primo Pride ufficiale della città, previsto per giugno 2026.
Il programma dell’evento include presentazioni di libri, dibattiti, spettacoli e momenti musicali, con l’obiettivo dichiarato di promuovere l’inclusione e i diritti civili. Durante la conferenza stampa di presentazione, l’assessore comunale Nunzio Belcaro ha auspicato il coinvolgimento delle scuole nel percorso verso il Pride, mentre la consigliera Daniela Palaia ha sottolineato l’importanza di creare spazi di discussione sui diritti civili in città.
Tuttavia, la decisione dell’amministrazione ha suscitato forti critiche da parte della Lega e di Fratelli d’Italia. Il capogruppo leghista in Consiglio comunale, Eugenio Riccio, ha contestato l’utilizzo di fondi comunali destinati alle manifestazioni scolastiche per finanziare l’evento, definendolo “una visione profondamente divisiva e lontana anni luce dai reali bisogni della cittadinanza”. Anche i deputati Rossano Sasso e Domenico Furgiuele hanno espresso preoccupazione per il coinvolgimento delle scuole in iniziative che, a loro avviso, veicolano un’ideologia di parte.
L’amministrazione comunale, dal canto suo, ha ribadito l’importanza di promuovere l’inclusione e i diritti civili attraverso eventi come il “Road to Pride”, sottolineando la necessità di aprire la città a discussioni su temi spesso trascurati. Il presidente del Consiglio comunale, Gianmichele Bosco, ha dichiarato che Catanzaro deve diventare una città in cui tutti possano esprimere liberamente la propria identità e rivendicare i propri diritti.
La polemica riflette le tensioni politiche e culturali presenti in città, evidenziando la sfida di conciliare diverse visioni sulla promozione dei diritti civili e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

