In occasione della Giornata internazionale contro l’uso e il traffico illecito di droga risuona forte e chiara la voce di don Giacomo Panizza, fondatore della comunità Progetto Sud e simbolo della lotta alla marginalità in Calabria.
Durante un incontro pubblico tenutosi a Lamezia Terme, don Panizza ha lanciato un accorato appello rivolto alle istituzioni, alle famiglie e alla società civile: “Non possiamo più restare in silenzio. Le dipendenze stanno divorando intere generazioni, spesso nell’indifferenza generale. Dobbiamo restituire ai giovani la speranza, non le siringhe. E per farlo servono politiche concrete, ascolto, accoglienza, alternative sane”.
Il sacerdote, da anni in prima linea accanto ai più fragili, ha denunciato l’aumento preoccupante dell’uso di sostanze tra i giovanissimi, spesso legato alla solitudine, all’emarginazione e alla mancanza di prospettive. “Non si tratta solo di droga, ma di vuoto esistenziale. Dobbiamo educare alla vita, non soltanto reprimere il consumo”, ha sottolineato.
All’incontro hanno partecipato anche operatori dei SerD, volontari, studenti e rappresentanti delle forze dell’ordine, in un momento di riflessione condivisa sulle nuove sfide legate alle dipendenze, tra cui anche l’uso crescente di sostanze sintetiche e il fenomeno della poliassunzione.
L’appello di don Panizza si unisce alle numerose voci che, in Calabria e nel resto d’Italia, chiedono con urgenza un piano integrato che unisca prevenzione, riabilitazione, formazione e sostegno alle famiglie.
“Abbiamo bisogno di comunità che accolgano, non che giudichino – ha concluso il sacerdote –. Solo così possiamo spezzare la catena della dipendenza e salvare vite”.

