Giugno 2025 – Catanzaro – È stato assolto con formula piena, perché “il fatto non sussiste”, l’ex consigliere regionale della Calabria Franco Paris, imputato in un’inchiesta per corruzione che aveva scosso il panorama politico regionale negli ultimi anni. La sentenza è stata pronunciata ieri dal Tribunale di Catanzaro, al termine di un processo durato quasi tre anni.
Paris, difeso dagli avvocati Enzo Belvedere e Carla Stancati, era finito sotto inchiesta con l’accusa di aver favorito una società privata in cambio di utilità personali, durante il suo mandato in Consiglio regionale. Accuse sempre respinte con decisione dall’ex esponente politico, che ha parlato sin dall’inizio di “una vicenda montata su illazioni e costruzioni prive di fondamento”.
I giudici della sezione penale hanno accolto la tesi della difesa, smontando punto per punto l’impianto accusatorio della Procura, che aveva richiesto invece una condanna a 4 anni e 6 mesi. Decisive, secondo quanto emerso nelle motivazioni orali, le contraddizioni tra le dichiarazioni di alcuni testimoni chiave e l’assenza di riscontri documentali concreti.
“Sono stati anni durissimi – ha commentato Paris visibilmente commosso all’uscita dal tribunale – ma ho sempre creduto nella giustizia. Oggi si chiude un incubo e si riapre la mia vita, quella vera.”
La sentenza ha suscitato numerose reazioni nel mondo politico calabrese. Diversi ex colleghi di Paris hanno espresso soddisfazione per la fine di quella che in molti avevano definito “una gogna mediatica anticipata”. Resta ora da capire se Paris vorrà tornare alla vita pubblica oppure chiudere definitivamente con la politica.
Intanto, nel clima teso che attraversa la politica regionale, il caso Paris riaccende il dibattito sulla necessità di evitare processi sommari e sulla tutela della presunzione d’innocenza, troppo spesso sacrificata nel tritacarne mediatico.

