‘Ndrangheta e appalti rifiuti: cala il sipario sul processo “Ecosistema”, tra assoluzioni e prescrizioni

REGGIO CALABRIA – Dopo anni di udienze, indagini e riflettori puntati, si è chiuso oggi presso il Tribunale di Reggio Calabria il processo “Ecosistema”, una delle inchieste simbolo sul presunto intreccio tra ‘ndrangheta e gestione dei rifiuti nella provincia reggina.

Il collegio giudicante ha pronunciato una sentenza che ridimensiona drasticamente il quadro accusatorio iniziale: cinque gli imputati assolti con formula piena e quattro i casi dichiarati estinti per prescrizione, con l’effetto di spegnere molte delle contestazioni sollevate dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

L’inchiesta, avviata nel 2016, aveva ipotizzato l’infiltrazione di cosche mafiose nel settore degli appalti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, in particolare nei comuni del basso Jonio reggino. Al centro dell’indagine, anche il ruolo di imprenditori e tecnici ritenuti, all’epoca, collusi o compiacenti nei confronti della criminalità organizzata.

Tra gli assolti figurano Rosario Azzarà e Carmelo Ciccone, imprenditori del settore ecologico, per i quali il Tribunale ha escluso ogni addebito. Gli altri imputati hanno invece beneficiato della prescrizione, data la decorrenza dei tempi previsti dalla legge per la definizione del reato.

La sentenza, giunta dopo un lungo iter dibattimentale, ha lasciato l’amaro in bocca a chi si aspettava una conferma delle tesi accusatorie. Tuttavia, gli avvocati difensori hanno accolto con soddisfazione il verdetto, parlando di “una giustizia che ha saputo ascoltare le ragioni degli imputati e riconoscere l’assenza di prove concrete”.

Il processo Ecosistema aveva attirato grande attenzione anche per le sue implicazioni politiche e amministrative. Al tempo dell’avvio dell’inchiesta, infatti, erano emerse criticità nei rapporti tra enti locali, aziende appaltatrici e soggetti riconducibili a contesti criminali.

Ora, con la sentenza odierna, si chiude un capitolo giudiziario complesso e controverso, che riaccende il dibattito sull’efficacia degli strumenti di contrasto alle infiltrazioni mafiose nei settori pubblici, ma che allo stesso tempo ribadisce l’importanza di fondare ogni accusa su basi solide e inoppugnabili.

Resta da capire se la Procura valuterà un eventuale ricorso in appello. Per ora, la parola fine è stata scritta, e il processo Ecosistema si chiude tra assoluzioni e silenzi giudiziari, con tante domande ancora aperte sul delicato equilibrio tra ambiente, legalità e interessi criminali.

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